VENAFRO – “Il cimitero militare francese non si tocca”

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VENAFRO – Dopo un’isolata e pretestuosa richiesta avanzata nei giorni scorsi, si leva la voce di chi vuole difendere un simbolo della città.

Un fulmine a ciel sereno, una voce assolutamente sgradita ed inaccettabile, a seguito delle polemiche nate in occasione del 25 aprile, che praticamente tutti, venafrani e non, respingono al mittente.

L’ipotesi di smantellare il Cimitero Militare Francese di Venafro, Sacrario tenuto alla perfezione dallo Stato Francese, ubicato all’ingresso est della città lungo viale San Nicandro, non può e non deve essere presa in considerazione. Tra l’altro si tratta di una richiesta isolata che non ha avuto alcun credito e seguito.

Il cimitero custodisce i resti di diverse centinaia di soldati transalpini e delle ex colonie francesi del nord Africa che hanno partecipato alla campagna d’Italia. A tal proposito, le efferatezze a cui si fa riferimento non possono essere prese come pretesto per cancellare la storia.

Inoltre, in visita al sacrario, il 2 novembre di ogni anno si recano puntualmente il Console di Francia e truppe della Nato di Napoli per omaggiare i caduti che vi sono sepolti.

Il 25 aprile il Presidente della Giunta Regionale del Molise, Donato Toma, nel proprio intervento ha fatto riferimento ai “goumier”, i soldati marocchini che combattevano per il tricolore transalpino, sottolineando il loro ruolo nella circostanza. “Goumier”, non tutti per fortuna, rimasti tristemente noti per le violenze e le sopraffazioni in danno della popolazione civile italiana d’ambo i sessi e di ogni età. Da lì immediate voci di dissenso all’indirizzo di Toma e dei “goumier”, una delle quali ha parlato per l’appunto dell’idea di smantellare il Sacrario Militare Francese di Venafro dove riposano anche soldati marocchini caduti nell’ultimo conflitto mondiale.

Sul tema, le immediate opinioni di segno contrario dei tenti che sostengono la necessità di tutelare il Sacrario Militare dell’estremo Molise occidentale. Qualcuna arriva dall’isernino: “Se la volontà di rimuovere i morti è dei parenti, che magari se li vogliono portare nei loro paesi e cimiteri, allora c’è valido posto per un ‘si’. Ma se non c’é questa intenzione, è più giusto lasciarli in pace e sepolti dove stanno. Una preghiera per loro”.

Ed ancora, questa volta di venafrano residente in altra Regione: “Toma avrebbe fatto bene a non fare panegirici, ma desolante è la proposta di rimuovere il Cimitero Militare Francese di Venafro, sia perché è dedicato non solo ai marocchini, ma soprattutto perché non può estendersi indiscriminatamente la responsabilità di alcuni a tutti i marocchini presenti nella lotta. Oggi non abbiamo bisogno di ulteriori atti laceranti di una umanità che già soffre tantissimo. Il silenzio è molo più dignitoso”.

Una signora venafrana dal Lazio: “Quanto accaduto da parte di alcuni non è motivo valido per smantellare un cimitero che custodisce salme di giovani soldati innocenti che non hanno oltraggiato nessuno, morendo per la Francia. E’un simbolo di eroismo e patriottismo il Cimitero Militare Francese di Venafro che non va affatto distrutto!”.

Va al cuore del problema un venafrano, che perentoriamente e senza giri di parole afferma: “Rimuovere il Cimitero Militare Francese di Venafro? E perché mai, dati i valori, i significati e l’umanità che rappresenta! Assolutamente contrario a che si tocchi !”.

Chiude un isernino : “Mio padre ha combattuto nella seconda guerra mondiale, conoscendo e trasmettendoci in famiglia tante storie. Il Sacrario Transalpino di Venafro è simbolo di umanità, passioni ed eroismo che deve continuare ad esistere per trasmettere a tutti noi i giusti valori della vita e del rispetto per gli altri”.

Appare chiaro, al di là delle sterili polemiche e di una isolata richiesta poco condivisibile, come la stragrande maggioranza dei venafrani, dei molisani e di tutti coloro che amano la storia non possa accettare un’eventualità del genere. Anzi la polemica non ha neanche ragione di esistere, in virtù dell’assurdità della proposta.

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