
CAMPOBASSO – Abbiamo letto con molta attenzione il comunicato stampa del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro e siamo sempre più smarriti perché non capiamo chi in questo partito “comanda” sostanzialmente, chi detta la condotta politica a livello regionale con la Giunta Toma e con quest’ultimo (l’on Meloni?), e chi interloquisce con le Istituzioni locali.
Di Sandro ricorda che resta lui il riferimento regionale, ma c’è un’ assessore, Pallante, che almeno da quello che afferma la segreteria regionale, è fuori i binari non del partito evidentemente se continua a stare lì dov’è, ma della stessa direzione regionale, poi ci sono due consiglieri Aida Romagnuolo e Michele Iorio, che rivelano di stare con Fdi ma in Consiglio regionale votano contro i provvedimenti più importanti della maggioranza o si astengono come nel caso del Bilancio approvato qualche giorno fa pur dichiarando di appartenere anima e cuore al partito della Meloni, che a Roma non è al Governo, ma in Molise partecipa con Pallante al governance con sede a palazzo Vitale.
Infine lo spezzatino negli organi periferici che abbiamo avvistato nelle ultime ore con le prese di posizione del sindaco di Colletorto e della direzione provinciale.
Ma insomma vogliamo comprendere e osare a suggerire che era il caso che il coordinatore Di Sandro venisse fuori un po’ prima di tutte le questioni ora tirate in ballo con posizioni nette inequivocabili e soprattutto alla vigilia della ricomposizione della Giunta con l’entrata di Pallante nell’esecutivo Toma in quota Fdi, scelta probabilmente confortata a palazzo Vitale anche dall’avallo del partito romano, e in particolare quando è sparita lo scorso anno con un emendamento alla Finanziaria la surroga dei primi dei non eletti rimandando a casa quest’ ultimi tenendo fuori lo stesso Di Sandro dal Consiglio regionale quale primo dei non eletti?
E allora facciamo chiarezza o diteci questa maggioranza che sostiene Toma priva della “panchina” da chi è formata. Su via: da Toma, Forza Italia, Orgoglio Molise, Popolari per l’Italia, Udc, una volta (?) e poi…. e poi… e poi…?
il direttore
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