2 GIUGNO – L’ Alto Molise rivuole la “sua” sanità e il… “Caracciolo”

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CAMPOBASSO – La sanità soprattutto quella territoriale, quella che difende i più deboli in aree disagiate e il diritto alla salute hanno costituito il carattere saliente di una delle manifestazioni più rappresentative nel giorno in cui si festeggia il 75° anniversario della Repubblica.

Amministratori sindaci delegati di partito alcuni consiglieri regionali hanno ricordato così la ricorrenza del 2 giugno probabilmente con la rabbia di chi per tanti anni rivendica questo diritto ma non riesce a portare a casa il giusto risultato, un diritto inderogabile che viaggia nella nebbia dell’indifferenza e della superficialità.

Ad Agnone davanti il piazzale dell’ospedale “Caracciolo” tanti sono stati gli appelli da quelli del sindaco Saia da quanti sono arrivati dall’Abruzzo dalla confinante provincia di Chieti insieme al presidente dell’Unione Comuni enti montani Marco Bussone e dell’Anci Molise Pompilio Sciulli.

Più volte è stato sottolineato gli articoli 32 e 44 della Costituzione quelli che recitano la tutela alla persona quelle in particolari che hanno più bisogno di avere le istituzioni e l’assistenza al loro fianco che non riporta numeri e record come si sente riferire in questi giorni in Molise a proposito di vaccini e vaccinati ma invece scandisce vincoli sacrosanti al diritto a curarsi e tanti non l’hanno potuto fare o non hanno potuto ricoverarsi negli ospedali molisani perché quest’ultimi privi di personale o perchè non c’è stata quella dovuta organizzazione e programmazione sulla separazione delle prestazioni Covid e non e quindi in ambienti inizialmente nettamente separati. Lo denuncia dei dirigenti ospedalieri per tutto questo ancora oggi in evidenza ne sono una chiara testimonianza. Una sanità che penalizzato poi gli utenti che non hanno potuto neppure usufruire di quelle strutture esistenti sul territorio vedesi il Caracciolo di Agnone subendo una chiara penalizzazione e continuando a subirla perché al di là dei Commissaramenti in atto non esiste un briciolo di idea su quanto si vuole fare per l’assistenza la prevenzione e la cura.

Un handicap ormai che dura da qualche anno e che si è messo in evidenza con la Pandemia, Molte vittime del Covid poi, come hanno sottolineato gli amministratori presenti ad Agnone, si sono evidenziate soprattutto in quelle fasce di età che non hanno potuto avere mezzi di cura per altre patologie tant’è che quest’ultime hanno accentuato la gravità delle conseguenze del Covid. La riorganizzazione della sanità al di la di quanto dice il Governatore Toma che chiede soccorso finanziario al Governo per ripianare il defici sanitario non può essere più rinviabile, è necessario riconfigurare la pianificazione ospedaliera e territoriale ormai a pezzi e quella delle aree montane più di tutte all’insegna degli obblighi costituzionali che non sono enunciazioni pleonastiche o citazioni prettamente retoriche messe lì ad ogni occasioni ma impegni di insostituibile responsabilità, morali legislativi e amministrativi inscindibili fuori da ogni impedimento di carattere politico ed economico.

Le aree montane dell’Alto Molise rivendicano questi diritti chiedono a gran voce la riattivazione a pieno regime del “Caracciolo” di Agnone, lo hanno sottolineato oggi nell’adunanza tenutasi nel Comune altomolisano. La sanità pubblica va riconsiderata a cominciare da quello che ha messo in campo e spesso abbandonando poi gli obiettivi di partenza nel corso degli anni, strutture all’avanguardia ancora presenti ed efficienti sul territorio che sono costate ai cittadini miliardi di euro e poi milioni di euro, non si può guardare unicamente al privato che deve essere di supporto alla sanità pubblica e non esercitare un ruolo prevalente. La battaglia comincia da qui come hanno sottolineato il presidente Unicem Bussone e la maggior parte dei sindaci dell’Alto Molise, l’impegno è quello di muovere le coscienze al massimo in questa direzione perché qui come altrove la sanità buona ed efficiente rappresenta la vità delle persone.

Il direttore

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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