VENAFRO – San Nicandro: tutto pronto per la festa, ma in chiave decisamente ridotta

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VENAFRO – Al via mercoledì 16 giugno, ma in chiave ridotta e senza processioni nè festeggiamenti civili, il trittico festivo patronale in onore dei Santi Nicandro, Marciano e Daria.

Si parte appunto il 16 con San Marciano, quindi il 17 sarà la volta di San Nicandro e si chiuderà il 18 con ricordi e celebrazioni per Santa Daria, l’eroina che nel 303 d.C. affrontò l’estremo sacrificio assieme a marito e cognato, Nicandro e Marciano, per la piena e definitiva affermazione del Cristianesimo nella importante provincia della Gens Julia dell’Antica Roma, Venaphrum.

Un trittico festivo sino al 2019 decisamente coinvolgente, bello ed assai partecipato ma da due anni privo dello smalto storico a causa del covid che ha cancellato ogni cosa, feste popolari comprese, sperando che nell’immediato futuro sia tutt’altra storia una volta rientrati paure e pericoli di contagi. Intanto i festeggiamenti patronali venafrani, meglio conosciuti con la denominazione di “Festa di San Nicandro”, dal nome del Patrono e Protettore dell’intera Diocesi d’Isernia/Venafro, i festeggiamenti patronali -si diceva- incombono, seppure totalmente diversi dal passato. Dopo la “cernita” da covid, cosa resta dello storico trittico festivo? Decisamente poco! Solo qualche rito religioso come Vespri serali del 16 giugno in Basilica, Pontificale del primo mattino del 17 sul piazzale dello stesso luogo di culto e celebrazione del Vescovo Palumbo, ma  con tanto di precauzioni e limitazioni. Di contro niente processioni e conseguentemente niente tipica ”ammessa” ossia l’asta popolare per mettersi in spalla i simulacri sacri da portare in processione, niente canti corali dell’Inno su strade e piazze cittadine, niente festeggiamenti civili, niente fiera, niente stand  e luminarie lungo le strade e niente intrattenimenti serali conviviali al rione Mercato con concerti bandistici e spettacoli di musica leggera.

Uniche “concessioni” una banda musicale, peraltro numericamente contenuta, per le strade della città nei tre giorni festivi e in chiusura i fuochi pirotecnici nel cielo di Venafro. Poco, anzi decisamente pochissimo ricordando la “Festa di San Nicandro” dei tempi andati! Ma è quanto… “passa il convento” per dirla con espressione tipica e bisogna adeguarsi, in attesa di tempi e situazioni migliori.

                                                                                                 Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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