BANKITALIA – Il Covid affossa Pil del Molise: giù dell’8% ma compensato da crescita esportazioni

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CAMPOBASSO – Presentato questa mattina giovedì 24 giugno, in videoconferenza, il rapporto annuale “L’economia del Molise”.

Il diffondersi della pandemia e le conseguenti misure di limitazione alle attività produttive e alla circolazione delle persone hanno avuto pesanti ripercussioni sull’economia a livello nazionale e regionale. Secondo le stime di Prometeia, il prodotto interno lordo del Molise si è ridotto nel 2020 dell’8,0 per cento, in misura di poco inferiore al dato nazionale; il calo è stato determinato dalla forte riduzione della domanda interna, non compensata dalla crescita delle esportazioni, il cui impatto sul prodotto è molto limitato dalla ridotta apertura verso l’estero dell’economia regionale.

L’attività produttiva si è drasticamente ridotta nella prima fase dell’emergenza sanitaria, recuperando nei mesi successivi solo parte della flessione. Nel settore industriale l’indagine condotta dalla Banca d’Italia su un campione di aziende con sede in Molise ha rilevato un’ampia prevalenza di imprese che hanno registrato un calo del fatturato; anche la spesa per investimenti si è sensibilmente ridotta, ma nelle previsioni degli imprenditori dovrebbe tornare a crescere nell’anno in corso. Nel settore delle costruzioni, dopo i segnali di recupero emersi nel 2019, si è registrato un marcato calo delle ore lavorate, soprattutto nella prima parte dell’anno. Nei servizi privati, il calo dei consumi delle famiglie e le limitazioni al movimento delle persone hanno fortemente pesato sul commercio e sul turismo, nonostante i segnali di miglioramento rilevati nel terzo trimestre.

La brusca riduzione del fatturato ha determinato un forte incremento del fabbisogno finanziario. Le imprese hanno fatto ampio ricorso alle moratorie e alle garanzie pubbliche, che hanno favorito un intenso afflusso di credito al settore produttivo; ne è conseguita una sensibile crescita delle disponibilità liquide nel corso dell’anno. Sono invece peggiorate le condizioni economiche e finanziarie, interrompendo la fase di recupero della redditività e di riduzione del grado di indebitamento degli anni precedenti. Il ricorso al lavoro agile ha consentito una più efficace riorganizzazione delle attività produttive durante la pandemia, soprattutto per le aziende caratterizzate da un più elevato ricorso alle tecnologie digitali avanzate. In prospettiva anche la ripresa dei livelli di attività e degli investimenti potrebbe beneficiare delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali; prima della crisi pandemica, tuttavia, il Molise mostrava un netto divario con il Paese in termini di digitalizzazione dei processi produttivi e di dotazioni infrastrutturali per la distribuzione dei servizi internet.

L’occupazione è tornata a ridursi, soprattutto tra i lavoratori con contratto a termine e quelli impiegati nel terziario; la partecipazione al mercato del lavoro è diminuita, anche in ragione delle maggiori difficoltà nella ricerca di un impiego dovute alle misure restrittive e del deterioramento delle prospettive occupazionali. L’impiego degli ammortizzatori sociali si è attestato su livelli eccezionalmente elevati, limitando le ricadute occupazionali conseguenti al marcato calo delle ore lavorate. Anche il ricorso alle altre misure a sostegno delle famiglie è aumentato significativamente, consentendo di attenuare la flessione del reddito disponibile. Il forte calo dei consumi, più accentuato di quello del reddito, si è accompagnato a un aumento delle riserve di liquidità e a una riduzione del ricorso all’indebitamento per il finanziamento delle spese; la crescita dei mutui per l’acquisto di abitazioni ha sensibilmente rallentato, risentendo della netta flessione delle negoziazioni di immobili nel primo semestre dell’anno. Il basso grado di indebitamento, insieme alle misure di sostegno e ai tassi di interesse molto contenuti, contribuisce a contenere le difficoltà finanziarie delle famiglie.

L’operatività degli intermediari creditizi è stata sensibilmente condizionata dalle misure di contenimento dei contagi, che hanno favorito la riorganizzazione delle modalità di interazione con la clientela anche attraverso un più intenso ricorso ai canali digitali, già in progressivo incremento negli anni precedenti la pandemia. Nel 2020 i prestiti bancari all’economia molisana sono cresciuti in misura sostenuta, sospinti dalle misure per agevolare l’accesso al credito delle imprese e dall’orientamento espansivo della politica monetaria. Il peggioramento del quadro economico non si è ancora tradotto in un incremento dei crediti deteriorati, anche grazie all’ampio utilizzo delle moratorie e ai sostegni erogati a imprese e famiglie; la perdurante incertezza del quadro economico ha tuttavia accresciuto la rischiosità del credito alle imprese. La raccolta bancaria è stata favorita dalla marcata accelerazione dei depositi di famiglie e imprese, alimentati dalla riduzione della spesa per consumi e investimenti e dalla maggiore preferenza per la liquidità.

C.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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