Vendita Gemelli Molise, Pd di Isernia «Costruita con i soldi pubblici, il “Pubblico” se ne riappropri»

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ISERNIA – Vendita del Gemelli Molise, il Pd di Isernia prende posizione segnalando la gravità della situazione qualora si concretizzasse come è anticipato sostenendo ancora di più la sua battaglia a favore della sanità pubblica.

“La questione – si legge in una nota del Pd di Isernia – affonda le sue radici negli anni 90, allorquando si decise di far approdare in Molise il “colosso”nprivato della Cattolica, che avrebbe dovuto operare come un IRCCS (Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico), a tale scopo, il Pubblico donò il terreno mettendo a disposizione i capitali per la costruzionendella struttura e per le attrezzature, concedendo le convenzioni pagate a piè di lista dal fondo regionale. Ora inopinatamente, per necessità legate a problemi finanziari della “casa madre”, questa struttura sanitaria, costruita con fondi pubblici e su cui non è stato investito capitale privato ma pubblico, gravando peraltro sul bilancio sanitario regionale, viene venduta come “proprietà privata”, peraltro, sarebbe tutta da verificare oggi anche l’effettiva rilevanza dell’attività di ricerca svolta, che risultava tra le finalità originarie.
Del resto non è una novità qui in Molise che con i fondi pubblici si alimenti il sistema della sanità privata  convenzionata, prova tangibile ne è proprio l’abnorme debito sanitario regionale; gli atti dei tavoli tecnici interministeriali hanno segnalato da anni queste criticità certificando la correlazione tra gestione del budget dei privati convenzionati, mancati controlli del sistema pubblico ed esplosione del debito sanitario.”

“Il Presidente della Regione, – continua ancora il Pd di Isernia – dopo aver taciuto finora rispetto alle informazioni utili insieme alla sua giunta e maggioranza, non è dato sapersi se per “dichiarata ignoranza, mera inadeguatezza, colpevole inerzia o presunta complicità”, ora si permette di dispensare valutazioni giuridiche riguardanti una “gara” che non comporta alcun vincolo per il privato e che rischia di servire soltanto a legittimare gli interessi economici dei potenti di turno, rivelandosi una “farsa” a scapito di un bene pubblico fondamentale: il diritto alla salute. Il rischio concreto è che, da questo pur legittimo ma discutibile “iter procedurale”, venga fuori una scongiurabile “operazione politica e finanziaria” ai danni dei cittadini molisani: i privati finirebbero così,
presumibilmente, per operare gratuitamente in un una struttura costruita con i soldi pubblici. Pertanto, lanciamo un appello a istituzioni, forze politiche, sindacati, comitati e liberi cittadini per attivarsi di fronte all’ennesimo “scippo” ai danni del pubblico o “regalo” a vantaggio dei privati, ormai la stessa faccia della medaglia e davanti a ciò la maggioranza continua a tacere prendendo in giro i cittadini molisani.

Non si può continuare a lucrare impunemente sul diritto alla salute, lasciato alla mercè di interessi economici, politici ed imprenditoriali nonostante la recentissima lezione dell’emergenza epidemiologica che avrebbe dovuto rimettere al centro l’importanza della Sanità pubblica, ma non qui in Molise  evidentemente, dove la priorità è la perdurante gestione del potere e la perenne “campagna elettorale”. La qualità del servizio pubblico rimane inevitabilmente travolta in questo meccanismo “malato” che prevede la complicità di un sistema politico a “geometrie variabili” che si alimenta dei famigerati fenomeni
del trasformismo e del trasversalismo, metodi di conservazione del potere ben noti nella nostra Regione.

Il Partito Democratico di Isernia si oppone con forza e chiarezza ormai da tempo a tutto ciò, chiedendo una drastica “inversione di marcia” che ricollochi il Pubblico al centro del sistema sanitario, recuperando ciò che esiste grazie a investimenti di capitali pubblici, stabilizzando anche nel pubblico il personale delle strutture private coinvolte, in modo da contribuire a risolvere, ove possibile, l’annoso problema della carenza di personale e del mancato investimento sul “capitale umano”, determinato anche dall’inerzia e dalle scelte scellerate dei politici e dei tecnici, rispetto al dilagante fenomeno della privatizzazione del sistema sanitario.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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