Anodizzazione dura: come funziona e quali sono le sue applicazioni

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Per garantire prestazioni ottimali agli elementi metallici è fondamentale realizzare il trattamento corretto, scegliendo il rivestimento giusto in base alle esigenze applicative. Una delle soluzioni più apprezzate in molti campi è l’anodizzazione dura o ossidazione anodica a spessore, una lavorazione particolare che conferisce importanti proprietà ai manufatti in metallo.

Che cos’è l’anodizzazione dura

In molti settori sono richieste capacità di resistenza superiori per gli oggetti metallici, per questo motivo una tecnica frequente per il trattamento di queste strutture è l’anodizzazione dura, anche conosciuta come processo di ossidazione anodica a spessore. Con questo procedimento viene conferito un rivestimento protettivo ad alta resistenza al prodotto metallico, incrementandone le performance meccaniche.

Nel dettaglio, un manufatto in metallo lavorato con l’anodizzazione dura offre prestazioni elevate nella protezione contro l’usura, è maggiormente resistente alla corrosione, inoltre è più scorrevole grazie a proprietà di autolubrificazione migliori. Questo processo di trattamento dei metalli è soggetto alle regole tecniche previste dalla norma di certificazione UNI EN ISO 7796.

Come funziona il processo di anodizzazione dura

Come spiegato in questo approfondimento sull’anodizzazione dura questo processo è piuttosto complesso in quanto richiede macchinari all’avanguardia e competenze specifiche. Soltanto in questo modo è possibile garantire un risultato impeccabile, per conferire al metallo le proprietà desiderate in merito alla maggiore resistenza.

L’anodizzazione dura è un’operazione di trasformazione del rivestimento della struttura metallica, la quale avviene tramite la formazione di ossido duro sulla superficie. Ciò è possibile mediante l’applicazione di corrente elettrica all’interno di apposite vasche, nelle quali gli elementi da trattare vengono mantenuti a una temperatura sottozero. Dopodiché si forma lo strato esterno in modo uniforme, con uno spessore che in genere può andare da 20 a 50 micron (in alcune situazioni si arriva a 100 micron).

Quali sono le applicazioni dei metalli trattati con anodizzazione dura

L’anodizzazione dura è un procedimento per il rivestimento degli oggetti in metallo con varie applicazioni pratiche, in quanto conferisce al manufatto proprietà elevate nella resistenza all’usura e alla corrosione. Inoltre, un elemento lavorato con l’ossidazione anodica a spessore è atossico, perciò non presenta problemi legati alla contaminazione. In più vanta capacità considerevoli nello scorrimento, con utilizzi laddove servono parti metalliche in movimento.

Un settore in cui l’anodizzazione dura è molto richiesta è l’automotive, infatti nell’industria automobilistica le prestazioni delle strutture metalliche processate con questa tecnica sono perfette per la realizzazione di alcuni elementi, come i sistemi frenanti. L’uso avviene soprattutto quando richieste performance di alto livello, ad esempio nelle competizioni ai massimi livelli della Formula 1.

Allo stesso modo l’anodizzazione dura è un procedimento impiegato spesso per l’industria aeronautica, dove sono essenziali proprietà specifiche dei componenti meccanici, per operare in condizioni estreme garantendo la totale sicurezza. L’ossidazione anodica a spessore viene adoperata anche per l’industria chimica e il comparto petrolchimico, confermandosi una delle principali lavorazioni in ambito metalmeccanico.

L’anodizzazione dura è in grado di rispondere anche alle esigenze delle aziende che operano nel settore dell’industria farmaceutica, oppure delle imprese attive nel campo dell’industria alimentare, poiché come abbiamo visto si tratta di un trattamento atossico. Con questo tipo di lavorazione si possono migliorare le prestazioni delle apparecchiature, proteggendo i componenti dalla corrosione e acquisendo proprietà antiaderenti ottimali.

Quali sono i vantaggi dell’anodizzazione dura dei metalli

Con l’ossidazione anodica a spessore dei manufatti in metallo si possono ottenere importanti vantaggi, a partire da migliori capacità meccaniche del materiale trattato con questo processo particolare. Quella più apprezzata è l’elevata resistenza all’usura, una proprietà indispensabile soprattutto in applicazioni gravose in presenza di condizioni operative e ambientali complesse.

Inoltre, l’anodizzazione dura garantisce una maggiore resistenza alla corrosione, per minimizzare la sensibilità del materiale contro questo fenomeno di deterioramento naturale, aumentandone la durevolezza e le prestazioni operative. Si possono anche migliorare le performance di lubrificazione e scorrimento, per ridurre l’aderenza e l’attrito dei componenti metallici.

Questo processo si può utilizzare su strutture realizzate in diversi materiali e leghe metalliche, con un’ampia flessibilità d’applicazione, ottenendo in base alla composizione un risultato estetico differente. Con l’anodizzazione dura è anche possibile effettuare finiture particolari, a seconda di alcune condizioni specifiche e delle necessità operative, con tonalità cromatiche che possono andare dal nero fino all’arancione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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