REGIONE – Centro Covid, De Chirico (M5s) “Spesi già 2 milioni di euro ma i lavori non sono mai iniziati. Da Toma vogliamo chiarezza”

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CAMPOBASSO – “Centro Covid al Cardarelli di Campobasso, 2 milioni di euro già spesi ma i lavori non sono mai iniziati”. E’ la denuncia del consigliere regionale del M5S Fabio De Chirico che aggiunge.

“Il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera legato all’emergenza Covid – da realizzare con i 6.9 milioni di euro stanziati dallo Stato per il Molise e già impegnati in bilancio regionale – è ancora avvolto da un alone di mistero. Ho cercato di fare una ricognizione dei fatti per fornire ai cittadini qualche risposta agli interrogativi che ci poniamo da un anno e mezzo. Partiamo col dire che ad oggi Asrem, soggetto attuatore dell’intervento, ha già speso una parte di quei soldi. Stando ai 15 atti di affidamento, Asrem ha acquistato e preso in consegna ben 2 milioni di euro di attrezzature elettromedicali per allestire i 35 posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva previsti, 30 dei quali nel Centro Covid al Cardarelli di Campobasso. Letti attrezzati, pianificati a luglio dell’anno scorso con l’approvazione del Ministero, ma ancora colpevolmente inesistenti.

In qualche magazzino dell’Asrem dovrebbero giacere, tra le altre attrezzature, 35 travi testaletto (costate 725.000 euro) e un tomografo (costato 314.000 euro). Un tomografo nuovo di zecca passato nel silenzio, mentre per quello noleggiato due anni fa Toma e Florenzano gongolavano orgogliosi in conferenza stampa.

Il Piano inviato a luglio dello scorso anno – approvato dal Ministero – riguardava principalmente il Cardarelli, ma anche gli ospedali di Termoli e Isernia. Inizialmente, la spesa complessiva prevista (rivelatasi estremamente riduttiva) era di 7.5 milioni, di cui 6.9 a carico dello Stato. Denaro destinato alla fornitura di attrezzature elettromedicali e a lavori strutturali nei tre ospedali. Per l’intervento ‘Terapie Intensive e Semintensive e Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso’ (Centro Covid) si prevedeva una spesa di 5.6 milioni di euro, di cui 1.6 di attrezzature.”

“Centro Covid  – continua De Chirico – che non ha mai visto partire i lavori ma, interpretando le recenti dichiarazioni del neo Commissario Toma, potrebbe essere ridimensionato o addirittura accantonato. Questo a causa di errori madornali nei preventivi di spesa, nonché per la mancanza di certificazioni antincendio. Che, a dirla tutta, mancano per l’intera struttura ospedaliera. Un’altra previsione sbagliata, un altro progetto elaborato e pagato profumatamente, che rischia di cadere nel ‘buco nero’ chiamato Regione Molise.

Come e perché si è arenato il progetto, tanto voluto da Toma e Florenzano? Come fa oggi Toma a dichiarare di non conoscere i dettagli della vicenda, restando in attesa di una fantomatica relazione di Florenzano? Eppure, lo stesso presidente si fece promotore di quel Piano di riorganizzazione sottolineando, con una nota all’ex commissario Giustini e ai ministeri competenti, che ‘la fattibilità di un’implementazione dell’Ospedale hub di Campobasso era stata già testata sul campo’. Addirittura, il neo commissario aggiunge candidamente che servirebbero ulteriori 2 milioni per completare i lavori.

Dal neo Commissario ora ci si aspetterebbe la massima trasparenza sulla vicenda, nonché la volontà di scoprire i responsabili delle errate ipotesi di copertura finanziaria, fatte sia a luglio 2020 che a gennaio scorso. D’altra parte, avrebbe potuto conoscere anticipatamente, in qualità di responsabile della Protezione civile, la mancanza di requisiti di sicurezza per quella parte di edificio.

Credo che Toma sia obbligato a riferire ai cittadini e al Consiglio regionale i motivi di questa mancata realizzazione. Per questo, in vista del monotematico di lunedì 27, presenterò una formale interrogazione. Stando alle ultime stime presentate, come ci si può sbagliare di circa 4 milioni rispetto al prospetto iniziale? Parliamo di un aumento pari al 100%!

Dei 6.9 milioni di euro che lo Stato ha stanziato per il Molise, Asrem ha speso 2 milioni in attrezzature elettromedicali. Che fine hanno fatto queste attrezzature, non saranno mica in qualche scantinato a prendere polvere? Si sta configurando, a mio avviso, un potenziale spreco di denaro pubblico. Perché questi 2 milioni non sono serviti a mettere una sola pietra sulla riorganizzazione ospedaliera richiesta con urgenza da Roma ormai un anno e mezzo fa. “

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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