SS. Rosario, Mario Giannini: “L’ospedale di Venafro chiuderà, ne siamo convinti”

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VENAFRO – Una lettura attenta del nuovo Pos lascerebbe presagire la chiusura inevitabile e definitiva dell’ospedale SS Rosario.

A lanciare l’allarme è il dottor Mario Giannini, componente del Comitato in difesa dell’ospedale di Venafro.

Il nuovo Piano Operativo Sanitario, protagonista nelle scorse settimane di un aspro dibattito politico a livello regionale, ignorerebbe totalmente la Casa della Salute e l’ospedale di Comunità. Non solo, nel nuovo Pos non sono previsti l’ambulatorio di radiologia, né il punto prelievi. Tutti segnali che lasciano presagire una chiusura e il trasferimento di servizi essenziali ad Isernia.

Una chiusura, quella paventata, che lederebbe ulteriormente il diritto alla salute per migliaia di molisani residenti nell’hinterland venafrano in un momento in cui l’emergenza sanitaria ha lasciato riemergere tutte le problematiche ataviche della sanità molisana.

“Tutti i segnali che abbiamo vanno verso la chiusura dell’ospedale”, spiega Giannini. La stessa chiusura di alcuni reparti per adulti a Isernia sarebbe propedeutica al passaggio nel capoluogo pentro della Casa della Salute e dell’ospedale di comunità di Venafro.

L’ospedale di Venafro chiuderà, ne siamo convinti”, continua il dottor Giannini.

Un esempio su tutti è quello dell’assistenza domiciliare che viene effettuata presso la casa della salute di Venafro e per la quale c’è una forte carenza di personale: “Il Direttore di distretto ha dato disposizione che, se Venafro non riesce, bisognerà trasferire tutto ad Isernia. Questo è un segnale molto negativo”

Altro segnale da non sottovalutare è la chiusura di due servizi al cittadino per due giorni a settimana, il servizio di scelta e revoca del medico e quello di protesica. “Tutto ciò ci porta – spiega Giannini – alla chiusura. I fatti sono contrari all’esistenza dell’ospedale di Venafro. Ogni volta che incontriamo la Direzione Generale o il Presidente Toma ci rassicurano sul fatto che l’ospedale sarà potenziato ma in realtà ciò che era previsto per la casa della salute e per l’ospedale di comunità di Venafro è stato realizzato forse solo al 30%. Addirittura, è stata chiusa la riabilitazione estensiva, prima funzionante e adesso sparita”.

L’allarme del dottor Giannini riguarda anche l’RSA. In un contesto come quello attuale caratterizzato dall’emergenza pandemica, in cui anche a livello nazionale l’assistenza territoriale ha visto riconosciuta la sua importanza, l’RSA di Venafro è ancora chiusa: “E’ un discorso che riguarda tutto il territorio e l’hinterland di Venafro. L’RSA è stata inaugurata, ha ospitato i pazienti Covid ed ora perché non viene aperta?”

Nonostante le continue rassicurazioni, giunte anche durante l’ultimo sopralluogo del Commissario Toma e del Direttore Generale dell’Asrem Florenzano, la situazione del SS Rosario appare dunque poco chiara e dal futuro incerto. E il nuovo Pos contribuisce ad acuire i timori di chiusura.

Una situazione che induce Giannini a denunciare anche il mancato funzionamento dell’ambulatorio di radiologia e dei servizi di diabetologia: “A Venafro ci vogliono sette mesi per una visita diabetologica! Come si può dare assistenza ai cittadini in questo modo? Nulla ci fa pensare che l’ospedale di Venafro non sia destinato alla chiusura, a questo punto lo dicano chiaramente!”

Un appello accorato, forte che sfocia anche sulle problematiche inerenti il personale, sempre più carente e in molti casi costretto in un limbo di incertezza, e sull’assenza di un responsabile aziendale: “L’atto aziendale prevede anche la nomina di un responsabile della casa di salute. Una figura mai nominata dalla Regione”.

L’assenza di qualsiasi tipo di iniziativa concreta che possa far sperare nella mancata chiusura, spinge Giannini a lanciare un appello direttamente al Sindaco Alfredo Ricci, al Presidente della Giunta regionale, nonché Commissario ad Acta Donato Toma e al Direttore Generale dell’Asrem Oreste Florenzano: “Ora è il momento dei fatti, non abbiamo bisogno di proclami sui media ma di azioni concrete da portare ai cittadini”.

M.A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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