POS BOCCIATO – I sindaci del Basso Molise scrivono a Toma e ai deputati del Molise e dicono no al Programma operativo sanitario

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CAMPOBASSO – E’ un’onda lunga e travolgente quella che corre contro il programma operativo sanitario del Molise 2019 2021 adottato il 9 settembre con decreto di Giunta, dove ormai istituzioni Comitati e Associazioni e i Sindaci del Basso Molise disapprovano iniziative e conclusioni dello stesso strumento programmatico promettendo di impugnarlo davanti al Tar.

In una lettera inviata alla deputazione parlamentare del Molise i Sindaci del Basso Molise di Termoli, Larino, Montenero di Bisaccia, Guglionesi, Campomarino, Portocannone, San Martino in Pensilis, Petacciato, Mafalda, Guardialfiera, Lupara, Colletorto, San Giuliano di Puglia, Bonefro, San Croce di Magliano, Ururi, Rotello, Montemitro, Montorio nei Frentani, Montelongo, Casacalenda, Provvidenti, Ripabottoni, Morrone del Sannio, San Giacomo degli Schiavoni, Palata, Acquaviva Collecroci, Tavenna, San Felice del Molise, Montefalcone nel Sannio, Castelmauro, Civitacampomarano, Montecilfone, non lo condividono “in quanto, uno strumento così importante per l’intera regione, è stato approvato ancora una volta senza il necessario coinvolgimento della Conferenza dei Sindaci (previsto dalla vigente normativa) ma, soprattutto, perché ridimensiona ancora di più le prestazioni ospedaliere per i cittadini di questo territorio con la previsione, neanche tanto celata, di un ridimensionamento complessivo dell’ospedale San Timoteo di Termoli, unica struttura a servizio del territorio basso-molisano dopo il declassamento del Vietri di Larino a Casa della Salute.

Il Basso Molise, lo dicono i numeri, rappresenta più di un terzo della popolazione regionale.
Senza tema di smentita, è il motore dell’economia molisana grazie alla presenza dei gruppi industriali più grandi che danno lavoro a migliaia di famiglie. Un territorio che, nei mesi estivi, vede la popolazione triplicare per il turismo costiero – oltreché per i rientri di molti Molisani nei
paesi di origine – e che, pertanto, non può restare senza un’adeguata assistenza ospedaliera. Come Sindaci, riteniamo che il PO adottato non crei le condizioni necessarie ad adeguare l’offerta di assistenza socio-sanitaria alle reali esigenze della popolazione molisana – anzi, non può che peggiorare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) – non offra prestazioni commisurate ad una domanda in continua evoluzione e che, per giunta, non garantisca un Servizio sanitario regionale (SSR) universale e sostenibile dal punto di vista economico-finanziario.

Noi Sindaci siamo per una Sanità Pubblica di qualità. Si badi bene, ciò non vuol dire essere contro il privato accreditato, che pure esprime eccellenza nella Sanità, tuttavia non concordiamo sull’ingente quantità di risorse e posti letto assegnati alle strutture private convenzionate, né sui meccanismi che regolano rimborsi per le prestazioni anticipati, a fronte delle compensazioni tra le Regioni che avvengono dopo due anni. Un siffatto governo della Sanità nella nostra Regione ha leso fortemente i nostri presidi pubblici e, soprattutto, ha sottratto risorse da utilizzare prioritariamente per la realizzazione ed il funzionamento dei percorsi di emergenza/urgenza per le patologie tempo-dipendenti.
Siamo convinti che per poter riorganizzare davvero la Sanità regionale sia necessario l’intervento del Governo nazionale. Non con la nomina di un commissario si riusciranno a risollevare le sorti della nostra Regione in tema di Sanità (12 anni di commissariamento hanno solo peggiorato la situazione, sotto ogni punto di vista), ma soltanto con l’emanazione, da parte dello Stato, di un provvedimento ad hoc che azzeri il debito e, nello stesso tempo, vada ad incrementare le risorse a disposizione, partendo anche dalla rivisitazione del decreto Balduzzi i cui criteri non possono essere applicati al Molise, che resta “un quartiere di Roma” nel numero di abitanti, ma non nelle condizioni orografiche del territorio sul quale essi sono distribuiti.

Per poter raggiungere questo obiettivo riteniamo che tutte le Istituzioni molisane, a qualsiasi livello, debbano agire all’unisono, il commissario-Presidente, la rappresentanza parlamentare, noi Sindaci. Tutti insieme dobbiamo rappresentare con forza la necessità di vederci riconosciuto il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione.
In qualità di Sindaci del Basso Molise chiediamo al commissario-Presidente Toma – qualora sia stato il Tavolo tecnico sulla verifica degli adempimenti del Piano di rientro dal disavanzo sanitario ad aver imposto l’approvazione del Programma Operativo 2019-2021 – di recedere da questo “patto scellerato” e fare i veri interessi dei Molisani revocando, in autotutela, il DCA n. 94/2021 al fine di garantire realmente e con una programmazione condivisa il diritto alla salute della popolazione molisana e basso molisana in particolare.
Peraltro, considerato che ormai siamo prossimi alla scadenza della validità del Pos 2019-2021 (e quindi ogni eventuale impugnativa dello stesso risulterebbe inefficace in quanto non sortirebbe alcun beneficio per la collettività con inutile dispendio di risorse e costi), si invita il Commissario ad acta a voler considerare celermente tutte le osservazioni ed i rilievi formulati nella redazione del nuovo Piano Operativo Sanitario del 2022-2024. Nel caso di mancato accoglimento delle nostre istanze nel redigendo Pos 2022-2024, rappresentiamo fin d’ora di non prestare alcuna intesa riservandoci ogni azione utile a salvaguardare e garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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