ANNIVERSARIO – Compie 100 anni Michele Montagano, l’eroe molisano che sfidò i nazisti

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CASACALENDA – I cento anni di Michele Montagano, l’eroe di Unterluss decano dei prigionieri militari internati nei lager nazisti.

Compie oggi 100 anni Michele Montagano, uno dei pochi testimoni ancora in vita dell’orrore dei lager nazisti.

Nato a Casacalenda il 27 ottobre 1921, figlio del maestro elementare Angelo Montagano e di Maria Scocchera, frequentò le scuole elementari e medie a Casacalenda per poi diplomarsi al Liceo Classico presso il convitto nazionale “Mario Pagano” a Campobasso.

Il giorno che segnò per sempre la sua vita vita, come quella di tanti altri italiani, fu  l’8 settembre 1943. Al momento dell’armistizio, Montagano prestava servizio militare nel XXII settore GAF di Idria e, con altri 650 mila soldati italiani, si rifiutò di collaborare con nazionalsocialisti e fascisti. Per questo motivo, i tedeschi lo fecero prigioniero il 10 settembre 1943 e, a seguito della cattura, fu internato per 17 mesi nei campi nazisti di Thorn, Cestochowa, Tarnopol, Sieldce, Sandbostel e Wietzendorf.

Nei lager si ritrovò costretto a subire angherie e soprusi, a patire la fame, in conseguenza di quel secco “No” con il quale rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italia e di collaborare con i nazisti. I tedeschi, infatti, non considerarono i soldati italiani catturati dopo l’8 settembre 1943 quali prigionieri di guerra, ma li classificarono come “internati militari”, categoria ignorata dalla Convenzione di Ginevra.

La storia di Michele Montagano e quella degli IMI, gli internati militari italiani che furono impiegati coattivamente in lavori pesanti nei campi di concentramento tedeschi e polacchi, è oggi da esempio per tutti, in particolare per le nuove generazioni. Proprio ai ragazzi e ai giovani Montagano rivolge le sue principali attenzioni, raccontando la sua storia di coraggio e patriottismo nelle scuole.

“Fummo catturati dai tedeschi – ha spiegato Montagano in uno dei suoi tanti incontri con i ragazzi – che ci posero dinanzi all’ultimatum: ‘O con loro o contro di loro’. Io e altri 600 mila soldati italiani rifiutammo questa alleanza e fummo chiusi nei lager nazisti, privati di cibo, acqua e di qualsiasi tipo di conforto o dignità”.

Michele Montagano è a tutti gli effetti un eroe, noto in particolare per il clamoroso gesto di ribellione del quale insieme ad altri internati italiani, si rese protagonista il 16 febbraio del 1945. In quell’occasione, 214 prigionieri decisero di opporsi alle angherie e di rifiutarsi di lavorare per cinque giorni e, una settimana dopo, 21 di loro vennero fucilati. Al fine di evitare ulteriori rappresaglie e uccisioni, 44 internati militari si offrirono volontari per prendere il posto dei condannati a morte. Tra questi Michele Montagano che ricorda l’episodio: “Ci misero contro un muro per essere fucilati per ordine del Comandante della Gestapo nel campo di Unterluss”. Solo il buon senso delle alte gerarchie naziste, che si rifiutarono di far fucilare degli ufficiali italiani, salvò dalla morte i 44 volontari, diventati in seguito noti come “Gli eroi di Unterluss”.

La storia di Michele Montagano rappresenta quindi una testimonianza fondamentale per la memoria collettiva del nostro Paese. Ricordare la sua figura, onorare il suo coraggio nel giorno del suo centesimo compleanno è determinante anche per evitare che il grande patrimonio regalatoci dalla sua testimonianza non vada disperso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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