“Decreto fiscale”, riconosciute le ragioni di CGIL e INCA: la quarantena torna ad essere coperta dalla malattia

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CAMPOBASSO – Carmine Ranieri (CGIL Abruzzo Molise), Paolo De Socio ( CdLT CGIL Molise) e Mirco D’Ignazio (INCA CGIL Abruzzo Molise) esprimo soddisfazione per il risultato raggiunto.

“La battaglia portata avanti anche dalla CGIL Abruzzo Molise con il Patronato INCA – si legge in una nota diffusa dalle sigle sindacali -, ha fatto sì che il Governo sia tornato sui suoi passi ed abbia trovato la copertura finanziaria per consentire che i periodi di quarantena di tutti i lavoratori dipendenti siano coperti dalla malattia.

Nell’agosto scorso, infatti, l’INPS comunicava che a seguito del mancato rifinanziamento, non ci sarebbe stata più questa opportunità, pertanto i lavoratori dipendenti di aziende private posti in quarantena, non avrebbero avuto retribuzione e contribuzione nei periodi di astensione dal lavoro.

Una problematica che secondo una stima del Patronato INCA regionale in Abruzzo e Molise avrebbe riguardato quasi 8.000 lavoratori, con un impatto economico individuale che sarebbe andato da 650 a 1.100€.
La mobilitazione portata avanti dalle Camere del Lavoro abruzzesi e molisane che oltre ai risvolti economici evidenziavano i rischi sanitari legati alla verosimile diminuzione delle denunce di contatti con positivi, ha avuto anche risalto nazionale con la testimonianza di un delegato sindacale della FIOM CGIL della BETAFENCE di Tortoreto che, insieme alla moglie portalettere anch’essa in quarantena fiduciaria, ha raccontato la sua storia in diretta raccogliendo l’attenzione dei media nazionali.

Una battaglia le cui ragioni sono state riconosciute dal Governo che nel decreto 146 del 21 ottobre 2021 ha, seppur in ritardo, finanziato la misura dando la possibilità di coprire tutti i periodi di quarantena con la malattia, a partire dal 1° gennaio 2021.

Ora l’INPS dovrà emanare quanto prima una circolare che illustri le modalità operative per il recupero dei periodi pregressi, così come dovrà esprimersi sulla procedura da seguire per vedersi riconosciuti i “congedi parentali Covid” il cui diritto è stato nuovamente previsto sempre dal “decreto fiscale”.

In questo caso, ad aver diritto ai congedi parentali retribuiti al 50%, sono i genitori di figli con meno di 14 anni che abbiano avuto la sospensione dell’attività didattica in presenza, o siano stati contagiati dal Covid o posti in quarantena. Non vi sono limiti di età, invece, per i genitori di figli con disabilità grave. Anche nel caso dei congedi parentali, il diritto è retroattivo a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2021/2022.

Per i lavoratori fragili, invece, è stato prorogato al 31 dicembre il diritto allo smart- working o, nel caso non possano lavorare in modalità agile, l’equiparazione della malattia al ricovero ospedaliero”.

C.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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