MOZIONE REGIONE – Nuovo “Balduzzi”, nuovi tagli alla sanità. Domani in Consiglio regionale battaglia comune?

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CAMPOBASSO –  Sanità, il Balduzzi 2 agita qualche pizzico di politica in Consiglio regionale.

I contenuti e gli obiettivi del documento ministeriale che già con la sua prima versione ha largamente compromesso la sanità locale  ma a cui si potrebbe dare l’alt con un voto – veto dello stesso Governatore in Conferenza Stato Regione, verranno discussi domani in Consiglio regionale attraverso una mozione a firma della consigliera del Piddi Micaela Fanelli. Un atto politico in cui viene chiamato in causa il presidente della Regione che ha sempre manifestato la sua contrarietà al Balduzzi 1 per cui, a quanto pare all’epoca, nel 2015, non è stato fatto nulla fermarlo o per chiedere le giuste modifiche.

Toma ha sempre sostenuto che avrebbe avviato qualsiasi iniziativa per affermare le ragioni del Molise e della sua sanità soprattutto alla luce delle sue condizioni sociosanitari e dell’orografia del suo territorio dove non  possono essere tolti presidi specialistici soprattutto negli ospedali di alta specialità per patologie tempo dipendenti che rappresentano il salvavita per i cittadini che ne avrebbero bisogno nei momenti di emergenza. Il Balduzzzi 2, così come viene riferito nella mozione della Fanelli, taglierebbe definitivamente le gambe al sistema sanitario regionale dove manca un un ospedale di secondo livello di alta specializzazione con i reparti cardiochirurgia neurochirurgia Chirurgia vascolare e chirurgia toracica.

Criticità strutturali non più procrastinabili da allocare su nuove verifiche finanziarie e quindi da riconsiderare per il loro rifunzionamento presso l’ospedale campobassano del “Cardarelli” e da qui riconfigurare un grande ospedale di riferimento per tutto il territorio regionale. Ovviamente il Balduzzi appare addirittura limitativo rispetto alla mappa dell’offerta del 2015 perchè riscrive alcuni parametri da tempo contestati riguardo all’aspetto demografico e riabbassa in concreto la media posti letto negli ospedali, 3,7 per mille abitanti spalmandoli  alle strutture di ricovero cosiddette di Comunità. Un provvedimento che provocò indignazione e contestazioni  superato negli anni passati per altre piccole Regioni grazie all’intervento di presidenti Commissari che si batterono per contenere i danni del Decreto, atteggiamento evidentemente che non fu tenuto dal presidente commissario dell’epoca Paolo Di Laura Frattura. Ora evidentemente si cerca di mettere le pezze di contenere al massimo i danni pensando anche a qualcosa di meglio per il futuro, si tenta di riformare un fronte comune in Consiglio regionale per trovare una sintesi politica e tecnica su come mettere insieme ed  in atto iniziative e interventi per impegnare il presidente Toma e gli organi statali e assembleari delle Regioni necessari a rideterminare in Molise un assetto  sanitario più umano e dignitoso per la sua gente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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