
CAMPOBASSO – Piano operativo sanitario, i 4 consiglieri comunali del Pd al Comune di Campobasso, Battista, Chierchia, Salvatore e Trivisonno, hanno formalizzato una mozione che impegna il sindaco Gravina, attraverso una presa d’atto sulle condizioni della sanità in Molise sulla valutazione del Pos, a informare su tanto il commissario presidente Toma, i Parlamentari molisani e il ministro della salute.
Oltre a ciò nella mozione sono sottolineati anche gli atti commissariali ed aziendali successivamente adottati a valere anche quale pro memoria per il redigendo piano operativo 2022- 2024 e per le politiche sociosanitarie della Regione Molise. Nella mozione c’è un esame tecnico numerico e politico di quanto successo negli ultimi anni.
Premesso che, si legge nella mozione
- durante l’anno 2020 ci sono stati oltre 1,3 milioni di ricoveri in meno rispetto al 2019 (saltati, tra gli altri, più di 500.000 ricoveri urgenti e circa 600.000 ricoveri per pazienti cronici complessi);
- hanno subito una riduzione drammatica:
- l’attività chirurgica elettiva, compresa quella oncologica, (-80%) e quella d’urgenza (- 35%);
- l’attività specialistica ambulatoriale (-144,5 milioni di prestazioni, tra cui quelle di laboratorio, quelle riabilitative e quelle diagnostiche);
- l’attività di screening oncologico (tumori della cervice, alla mammella, al colon retto);
- la Pandemia ha sferrato un pesante colpo al SSN (e ai SSR), che ha retto maggiormente nelle Regioni che hanno più investito sulla Sanità Pubblica e sulla Medicina Territoriale;
- la Sanità Pubblica della regione Molise, già in ginocchio, è sull’orlo del collasso: in Molise, più che altrove, i cittadini hanno pagato un alto prezzo sia in termini di vite umane (circa 500 persone decedute), sia in termini di cure negate, per impossibilità di accedere ad alcune prestazioni e per le lunghe liste di attesa, soprattutto nell’ambito degli screening oncologici;
- in Molise il Ministero ha rilevato un ulteriore arretramento rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza (10 punti sotto il livello della sufficienza),
- in Molise, più che altrove, occorreva mettere in campo, approfittando dei finanziamenti erogati per l’emergenza pandemica, azioni fuori dall’ordinario, con la creazione di una struttura Covid-dedicata, mai realizzata, con il potenziamento della Medicina Territoriale, destinata ad integrare efficacemente il Sistema Ospedaliero, e con il rafforzamento e la riqualificazione di quest’ultimo, con strumentazione moderna e personale numericamente adeguato;
rilevato che:
- a fronte di tutto ciò, il nuovo (ma già vecchio) P.O., adottato dal Commissario/Presidente
Toma, lancia segnali fumosi e preoccupanti, in quanto:
- non si fa alcun cenno alla pandemia ed alle esigenze, palesate dalla pandemia, di rafforzare i Pronto Soccorso e potenziare, con ampliamento dei relativi posti letto, i reparti di malattie infettive, i posti di terapia intensiva e sub-intensiva (l’aumento previsto su carta non è stato più realizzato); non si trova cenno alcuno al Centro Covid;
- non c’è stato, ad oggi, alcun superamento del Decreto Balduzzi (superamento per il quale, invece, c’era stato un impegno del Commissario Giustini e del Presidente della Regione Dr. Toma, oggi anche Commissario): occorreva ottenere una deroga ai parametri fissati dal Decreto Balduzzi con riferimento ad alcune specialità (in primis la neurochirurgia) che, evidentemente, non è stata disposta;
- non c’è stato alcun superamento della impostazione del P.O.S. 2015-2018, né dello squilibrio tra posti letto per acuzie al pubblico e posti letto al privato (64% al pubblico 36% al privato);
- ci si affida, con riferimento all’area delle reti tempo-dipendenti, al ruolo dell’elisoccorso, che (è specificato nel “nuovo” P.O.) non può essere regionale (bisogna ricorrere a quello delle regioni limitrofe) a causa del Decreto Balduzzi e per il quale per ora non esistono aree di atterraggio ad Isernia e Termoli;
- si tolgono finanziamenti vitali ai soggetti che si occupano del servizio del 118, che rende materialmente possibile il soccorso in situazioni di patologie tempo- dipendenti;
- si parte, anche con il P.O. 2019-2021, dalle “prestazioni storicamente erogate” senza che sia delineata una concreta strategia per rendere la Sanità Pubblica attrattiva; anzi, si dichiara espressamente che si punta al settore privato per il recupero della mobilità passiva;
- a fronte del calo vertiginoso delle attività di screening e di prevenzione delle patologie oncologiche, occorreva un imponente “piano Marshall della prevenzione”, per recuperare il pericoloso vuoto creatosi in più di un anno e mezzo di pandemia: non è dato rinvenirlo;
- i pazienti cronici (dializzati, diabetici, malati di fibrosi cistica ecc.), gravemente penalizzati durante la Pandemia, necessitano di vedere ripristinate cure adeguate e adeguata fornitura di farmaci e presidi;
- oltre a non trovare traccia del potenziamento di reparti vitali (per il SSN e per i cittadini), non si citano più (il che equivale, verosimilmente, a tagli) alcuni reparti fino ad oggi esistenti nei nosocomi regionali;
- rispetto alla grave carenza di personale medico ed infermieristico, che sta portando alla chiusura di fatto di reparti fondamentali di tutti i Presidi Ospedalieri regionali, dalla Pediatria del Cardarelli alla Emodinamica del S. Timoteo, la strategia del P.O. sembrerebbe essere incentrata sulla “valorizzazione” del personale attualmente in servizio, mentre non si chiarisce come si intenda realizzare la indispensabile implementazione numerica del personale medico ed infermieristico: il piano assunzionale, da poco adottato dalla A.S.Re.M. -che ricalca, quanto ai numeri, il vecchio piano (circa 900 assunzioni, che avrebbero dovuto essere fatte entro il 2018 ma che sono state realizzate solo in parte)- rischia di rimanere inattuato (gli esiti disastrosi dei concorsi banditi in questo ultimo anno e mezzo non favoriscono previsioni ottimistiche) se non si mettono in campo azioni straordinarie per l’arruolamento del personale;
- desta grande preoccupazione la previsione di una non meglio specificata “INTEGRAZIONE FUNZIONALE INTESA COME ACCORDO VOLTO A STRUTTURARE UNA COLLABORAZIONEDISCIPLINARE ATTIVITA’ DI INTERESSE COMUNE” nelle aree (strategiche per la Sanità Pubblica) della farmaceutica, delle emergenze-urgenze, del post-acuzie, delle liste d’attesa, della integrazione ospedale territorio;
- l’ospedale di Agnone viene destinato al declassamento: da Ospedale di area disagiata ad ospedale di Comunità (come Larino e Venafro);
- si ragiona di “potenziamento” del sistema di assistenza territoriale previsto dal POS 2016-2018, ma non si delinea la strategia per realizzarlo;
- l’area della disabilità continua ad essere caratterizzata dalla inadeguatezza numerica del personale dedicato (sia per i minori che per le persone maggiorenni); a ciò si aggiunge l’inadeguatezza dei fondi, assegnati, anche in caso di grave disabilità (e non 2 nel P.O. si legge: “per far fronte a tali problematiche di carenza di personale, la valorizzazione del personale attivo in dotazione costituisce una soluzione strategica da perseguire, attraverso l’individuazione di sistemi di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale che permettano di misurare e distinguere le prestazioni inadeguate da quelle eccellenti, al fine di garantire agli utenti elevati standard di servizio e di migliorare la qualità complessiva dell’assistenza sanitaria” autosufficienza), su progetto (anche per FNA), con tutto ciò che ne consegue in termini di possibilità, per le famiglie con persone con disabilità, di accedere agevolmente e strutturalmente a fondi dedicati, cui hanno diritto.
- Non adeguata, per personale impiegato e risorse, neppure la parte relativa alla salute mentale (infantile e non), che non vede alcun incisivo rafforzamento;
- nessun efficace potenziamento neppure per l’area delle dipendenze;
- ai rapporti con l’Università del Molise e con la facoltà di Medicina, con cui andrebbero strutturati protocolli utili ai fini del rafforzamento dell’offerta sanitaria pubblica (anche e soprattutto in termini di risorse umane), viene dedicata una pagina, con indicazioni assai poco calate nella concreta e drammatica realtà locale;
- esistono altre criticità, evidenziate dal personale ospedaliero, organizzazioni di categoria, comitati e singoli cittadini, che vanno discusse e risolte;
tutto ciò premesso,
IMPEGNA
Il Sindaco affinchè invii ufficialmente al Commissario/Presidente, Dr. Donato Toma, ai Parlamentari Molisani e al Ministro della Salute, la presente presa d’atto sulle criticità del programma operativo sanitario 2019-2021 e degli atti commissariali ed aziendali successivamente adottati, a valere anche quale pro-memoria per il redigendo P.O. 2022-2024 e per le politiche socio-sanitarie della Regione Molise.”
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