
VENAFRO – Sanità, anche Partecipazione democratica impugnerà il programma operativo sanitario “A seguito della sempre più caracollante gestione sanitaria nella nostra regione – rileva Stefano Buono presidente di partecipazione democratica e consigliere Pd del Comune di Venafro – è maturata in Noi la convinzione di dover mettere in atto azioni forti per tentare di porre un freno a questo tipo di condotta da parte dei vertici regionali.
Ecco il motivo per il quale partecipazione democratica ha dato già mandato a legali di fiducia per impugnare il Piano Operativo della Sanità 2019-2021. Un atto messo in campo nella convinzione di dover difendere il diritto alla salute dei cittadini molisani in un contesto nel quale gran parte del mondo istituzionale non interviene per farlo. Un contesto all’interno del quale le donne e gli uomini di questa terra non riescono a vedersi riconosciuto questo diritto; i Livelli Essenziali di Assistenza ci vedono ultimi come regione nella classifica nazionale e l’indebitamento continua ad incrementare anziché scendere.
Questo ci sta condannando ad un eterno commissariamento senza che quest’ultimo, paradossalmente, riesca a risolvere uno solo dei problemi rilevanti esistenti. Un atto doveroso se consideriamo lo smantellamento continuo, graduale e inesorabile della sanità pubblica in questa regione. Il SS Rosario di Venafro, forse la struttura che ha subito le maggiori vessazioni anche da quest’ultimo piano sanitario, ma
anche il San Timoteo di Termoli, il Vietri di Larino e il Caracciolo di Agnone; tutte strutture che erano in grado di erogare servizi ed esprimere anche eccellenze in precisi ambiti. Ospedali che riuscivano anche a fare mobilità attiva, attraendo pazienti da fuori regione. La sfida alla quale siamo chiamati è quella di ottenere le legittime risorse, in deroga ai parametri del Decreto Balduzzi, per poter ottenere un DEA di secondo livello a Campobasso e poter di nuovo investire sulla sanità pubblica e riaprire le strutture anziché chiuderle.
Questo è quello che dovremo chiedere ed ottenere da Roma per la redazione del prossimo Piano Operativo Sanitario triennale. Nelle more di tutto ciò, nell’inerzia totale di chi ci governa è opportuno intervenire in modo concreto, e non solo con i proclami, per chiedere giustizia e per rivendicare il diritto alla salute costituzionalmente tutelato.
Impugneremo questo POS ingiusto e illegittimo, e questo sarà solo l’inizio della battaglia per fare in modo che anche in questa regione, presto o tardi, possa esserci un sistema sanitario di qualità. La prossima settimana, dopo l’impugnazione, convocheremo con tutta probabilità per spiegare in modo analitico le ragioni di questa azione.”
G.C.
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