Sanità molisana, l’ex primario Cecere insieme a Facciolla duri sulla gestione Asrem

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CAMPOBASSO – La sanità molisana ridotta a brandelli. Incapace così come è ridotta ad affrontare una quarta ondata della pandemia e di garantire un sicuro ricovero ai molisani.

Il dott. Giuseppe Cecere ex primario di chirurgia generale presso il Cardarelli di Campobasso in pensione solo da poco e referente delle tematiche della sanità del Pd insieme al segretario regionale Vittorino Facciolla e alla vicesegretaria Giovanna Viola, ha tenuto una conferenza stampa parlando di “vero disastro in caso di quarta ondata” riferendosi alla pandemia da Covid 19.  L’ex dirigente medico ha puntato il dito su tutto quello che non va con numeri e dati di fatto, quasi tutto al momento, nella gestione del sistema sanitario locale e soprattutto negli ospedali e quindi al Cardarelli, nosocomio di riferimento negli anni passati per la regione in grave difficoltà per la mancanza minima di personale molto del quale preferisce andare e prestare la propria opera altrove.

Perentorio e senza mezzi termini , come da tempo sostiene, il consigliere regionale e segretario del Pd Facciolla sulla governance dell’Azienda sanitaria regionale “Se il direttore generale di Asrem non è capace bisogna sostituirlo, Toma commissario ad acta se ne assuma le responsabilità”. Dal Cardarelli ormai c’è il fuggi fuggi generale. Mille dipendenti in meno negli ultimissimi anni, “molti primari, alcuni dei quali – ha detto Cecere – hanno fatto la storia dello stesso ospedale per un sfascio organizzativo e incapacità della dirigenza aziendale e regionale creando una situazione in cui subentra il privato che piaccia o non piaccia ha tempi rapidi per dare le risposte ai cittadini”

Il grosso handicap tra i tanti in regione rimane quello del numero degli anestesisti e rianimatori  “dimezzati ha ribadito il dott. Cecere – con un altro risvolto negativo che è quello degli specialisti che non vogliono venire in regione e che preferiscono andare altrove con i concorsi comunque banditi ma deserti .Insomma questa Asrem non è attrattiva. E da dicembre gli anestesisti e rianimatori saranno ancora di meno  a stento sufficienti per le urgenze per cui le situazioni patologiche tempo dipendenti dovranno essere spostate in altri ospedali fuori regione o strutture private ”

Una situazione quasi vicina al collasso da cui secondo l’ex primario di Chirurgia generale se ne esce comunque stando uniti. C’è bisogno secondo il dott. Cecere di dare una scossa per rimuovere le situazioni più  drammatiche e nel tempo per arrivare ad una sanità di qualità al servizio dei cittadini locali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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