VENAFRO – “Sono come voglio… LIBERA”, inaugurata la mostra multimediale a Palazzo Armieri

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VENAFRO – Inaugurata a Palazzo Armieri la mostra multimediale “Sono come voglio… Libera” di Vincenzo Villani.

L’opera artistica è nata come contributo alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne e rimarrà esposta fino al prossimo 30 novembre.

L’iniziativa ha visto insieme gli ospiti del Sistema Accoglienza e integrazione di Venafro, Comune di Venafro, Istituto Omnicomprensivo “Antonio Giordano” per una tre giorni da non perdere.

All’evento di apertura dei lavori hanno partecipato, tra gli altri, il Sindaco Alfredo Ricci, l’Assessore alle politiche sociali nonché presidente dell’Ambito Territoriale Sociale di Venafro Angelamaria Tommasone, i vertici della struttura di accoglienza e integrazione di Venafro.

La presentazione multimediale ha il suo focus sulle discriminazioni di genere e rappresenta un invito a seguire la propria diversità, il proprio essere, il proprio sentirsi bene solo in un certo modo, contro le maschere che la società ci impone. Da qui il titolo molto evocativo e significativo deciso “Sono come voglio”.

Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli studenti e le studentesse delle classi terza Afm, quarta Odontotecnico, quarta B Liceo Scientifico, quinta A liceo Scientifico che con i loro interventi hanno rappresentato gli stereotipi di genere legati sia a diversi contesti culturali. Tra questi gli stereotipi legati all’Islam, interpretato da Miriam e Marua, e un’approfondimento sull’india, impersonata da Kaur.

Sono stati approfonditi anche i diversi periodi storici, in particolare il Medioevo personalizzato da Amelia, il Rinascimento da Marika, gli anni del fascismo, gli anni del boom economico e il XXI Secolo.

Molto significative le testimonianze degli ospiti del Sistema di Accoglienza e Integrazione, con Bisè che ha parlato del valore della libertà nella vita delle donne in un contesto lontano dal nostro, quello della Costa D’Avorio, e di particolari contesti culturali. Bisè ha affrontato l’argomento nella sua lingua madre, il francese, esprimendosi in questo modo in maniera autentica e spontanea. La traduzione della mediatrice culturale ha consentito a tutti di veicolare messaggi forti per la dignità umana.

Negli interventi del sindaco Alfredo Ricci, dell’Assessore alle politiche sociali Angelamaria Tommasone, della responsabile della struttura Accoglienza e Integrazione Rossella D’Orsi, del Dirigente Scolastico dell’Istituto “Giordano” Marcellino D’Ambrosa, sono stati rimarcati i concetti messi in campo dai ragazzi con questa iniziativa unica nel suo genere. Un’iniziativa che si appresta ad ottenere anche riconoscimenti a livello nazionale.

Come ha evidenziato la presentatrice dell’evento, la studentessa Sofia Bonafiglia “In questa giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ancora una volta dalla città di Venafro parte un messaggio forte, attraverso riflessioni sugli stereotipi di genere con l’inaugurazione dell’istallazione “Libera” a cura del regista venafrano  Vincenzo Villani. Al centro il tema riguardante la violenza sulle donne, con l’obiettivo di promuovere tutti insieme una diversa cultura fatta di relazioni positive fra uomini e donne in cui non ci sia bisogno di prevaricare per valere, né della violenza per dominare. Così vogliamo ricordare la giornata mondiale contro la violenza sulle donne con il duplice obiettivo di tenere alta l’attenzione sulle violenze che le donne sono costrette a subire, spesso di fronte ai loro figli, e allo stesso tempo combattere questo fenomeno atavico della violenza in tutte le sue forme. La violenza affonda le sue radici nei problemi di relazione tra uomini e donne, nei retaggi culturali, negli stereotipi di genere in una visione di possesso da parte dell’uomo nei confronti della donna. Troppo spesso le donne vittime di violenza si sentono sole, convinte che nessuno possa capirle o, peggio ancora, aiutarle. Vorremmo far passare il messaggio a tutte le donne che non è così: porre sotto i riflettori il fenomeno, vuol dire abbattere l’omertà e il silenzio spesso collegato a questo problema considerato da sempre un “fatto privato”.

Troppe donne ogni anno si rivolgono al Pronto Soccorso, perché vittime di violenza: il quadro è preoccupante e il fenomeno è, purtroppo, progressivamente in aumento di anno in anno. Insieme alle Istituzioni oggi vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica su fenomeni come il femminicidio, per far capire a tutti che non bisogna mai abbassare la guardia. Alla fine applausi per tutti, in modo particolare per gli studenti protagonisti di questa iniziativa, insieme alle professoresse Bianca Buondonno e Romana Lucarelli che hanno saputo indirizzare sui giusti binari una manifestazione dagli alti contenuti storici, artistici in un’ottica multiculturale che ha veramente colpito tutti”.

M.A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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