
CAMPOBASSO – Fermare il parco eolico previsto tra San Martino in Pensilis e Rotello. Questo è l’appello che lancia l’on. Annaelsa Tartaglione (FI) vice capogruppo degli Azzurri alla Camera dei deputati, attraverso un’interpellanza al ministro delle politiche agricole Patuanelli al ministro della transizione ecologica Cingolani e al presidente del Consiglio dei Ministri Draghi.
La parlamentare molisana chiede “Quali iniziative di competenza si intendono adottare al fine di difendere i terreni ad uso agricolo da forme di occupazione ed esproprio per l’installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili, poste in essere in violazione sia delle norme Ue, che di quelle statali e regionali?”.
“Il territorio compreso tra il comune di San Martino in Pensilis e quello di Rotello – spiega la coordinatrice regionale di FI in Molise – è minacciato da un progetto per la realizzazione di un nuovo impianto eolico, in un’area a forte vocazione agricola che vede la presenza di aziende storiche dedite alla produzione di qualità di cereali, legumi, vini e olio, vere e proprie eccellenze che rappresentano un volano di sviluppo non indifferente per il tessuto sociale locale con ricadute occupazionali importanti per i più giovani”.
Ma secondo la parlamentare azzurra, il mega parco non mette a rischio solo agricoltura ed economia locale:
“Si tratta – si legge nel testo – di un attacco sferrato al territorio e al paesaggio, in violazione dei principi espressi dall’art. 9 della Costituzione, articolo che tutela non più solo il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione ma anche l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi”.
“Su tale impianto viene poi disatteso sia quanto prescritto da norme nazionali in materia che da disposizioni del Consiglio regionale del Molise, senza dimenticare la Direttiva europea 2018/2001 che prescrive di inserire la localizzazione degli impianti all’interno di una pianificazione preventiva del territorio nel rispetto, appunto, dell’ambiente e del paesaggio.
Un problema in realtà non solo molisano, perché “in numerose ulteriori zone d’Italia – sottolinea infine Tartaglione – si stanno verificando episodi analoghi, poiché si è in attesa dell’individuazione delle aree idonee, con occupazioni o espropri di terreni agricoli in attualità di coltivazione, nonostante i divieti espressi delle norme”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













