ISERNIA – ”No Green Pass, No Obbligo Vaccinale“, Italexit con Paragone consegna denunce in Procura contro Draghi e i suoi ministri

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ISERNIA – Il Coordinamento regionale di Italexit con Paragone Molise ha consegnato, in Procura, le denunce dei singoli cittadini aderenti contro il Presidente del Consiglio Draghi e i suoi ministri.

Italexit con Paragone in Procura a Isernia: ”No Green Pass, No Obbligo Vaccinale“. Il Coordinamento regionale di Italexit con Paragone Molise ha consegnato nella mattinata di oggi, venerdì 11 febbraio, delle singole denunce in Procura, dei cittadini aderenti contro il Presidente del Consiglio Mario Draghi e i suoi ministri, esposto redatto dall’Avv. Marco Mori (Italexit con Paragone) del Foro di Genova.

I denuncianti, stigmatizzano tra le altre, le gravi, aberranti sanzioni imposte con il ricatto vaccinale ai lavoratori. Partendo dai sanitari, continuando con l’imposizione del green pass e infine con la vaccinazione obbligatoria imposta dai 50enni in su.

Tra i principali punti dell’esposto, l’evidenza di un ordinamento utilizzato legiferando attraverso l’arma del ricatto, imponendo sanzioni che di per sé offendono e ledono la dignità umana come il divieto di lavorare.

Per opporsi a questa deriva antidemocratica, i molisani aderenti si uniscono alle migliaia di italiani nella specifica denuncia. Oltre 100 denunce raccolte oggi ad Isernia.

Abbiamo raccolto le dichiarazioni di Andrea Capecce portavoce e coordinatore della provincia di Campobasso Italexit con Paragone:

Questa iniziativa – afferma Capecce – è doverosa perché abbiamo milioni di cittadini che sono oppressi da questo governo e che sono stati privati della libertà e dei diritti umani. Ci sono persone che non possono più entrare in banca, pensionati che non possono gestire la pensione, bambini e ragazzi che non possono più fare sport, studenti che non possono entrare in università, biblioteca e persone che non posso più usufruire dei mezzi pubblici. Infine, persone che non possono più lavorare. 

Come ha ben sottolineato l’avvocato Mori – continua – nella denuncia che abbiamo redatto, se tu privi la persona del diritto al lavoro, la stai condannando indirettamente alla pena di morte. Questo sarebbe il governo che tutela la salute del cittadino? Noi diciamo no al green pass perché non è una misura sanitaria, anzi, ha fatto aumentare i contagi permettendo a persone non positive di circolare proprio grazie al green passato. Al contrario il lavoratore non vaccinato doveva sottoporsi a tampone con ogni 48 ore.

Il green pass è una misura di discriminazione  sociale e disastrosa sotto l’aspetto economico. Abbiamo 7 milioni di persone che non possono acquistare beni e servizi, non posso consumare, mettendo a rischio fallimento le piccole e medie imprese. Siamo contro l’obbligo vaccinale perché, dati ‘Aifa’ alla mano, sono 22 le persone morte a causa del vaccino. Se un farmaco puo’ provocare la morte, non dovrebbe essere obbligatorio. Noi speriamo di ripetere questa iniziativa – conclude Capecce – anche a Campobasso e Termoli presso la procura di Larino“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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