VENAFRO – Assemblea pubblica sull’emergenza ambientale. Tutti concordi: “Il tempo è scaduto, bisogna agire subito”

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VENAFRO – L’emergenza ambientale nella piana di Venafro rappresenta ormai un tema annoso, ma al contempo privo di soluzioni nonostante l’attivismo di associazioni e cittadini spesso esasperati.

Una vera e propria piaga per il territorio e per la salute dei cittadini di un’area ormai allo stremo. In particolar modo, negli ultimi mesi è tornata a far paura la tematica delle polveri sottili che hanno ripetutamente sforato i limiti consentiti dalla normativa, superando sovente la soglia critica.

In questo contesto, inoltre, non si riesce a garantire un adeguato flusso di dati relativo alla situazione epidemiologica e, soprattutto, manca una reale attivazione di un registro dei tumori.

In questo senso si è mossa anche l’associazione “Città Nuova”, che ha sollecitato le istituzioni e la provincia di Isernia, chiedendo di poter illustrare le proprie proposte. La stessa associazione è stata ricevuta venerdì 11 febbraio dal Prefetto di Isernia Gabriella Faramondi.

Proprio l’assenza e l’azione insufficiente delle istituzioni rappresenta per la popolazione lo smacco maggiore: gli appelli e le denunce che arrivano dalle associazioni e dalla società civile appaiono infatti inascoltate.

Un’occasione importante per discutere della tematica ambientale si è presentata questa sera nella Palazzina Liberty dove l’associazione “Città Nuova” ha organizzato un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini, ai sindaci e agli amministratori dei Comuni dell’area venafrana, oltre che ai rappresentanti politici regionali e nazionali.

L’iniziativa ha avuto lo scopo di ottenere risposte serie ad una problematica che non può essere più trascurata, in quanto può avere gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini.

A moderare l’assemblea pubblica è stato il giornalista Paolo De Chiara affiancato dal presidente dell’associazione “Città Nuova” Gian Marco Di Cicco e dal segretario Maurizio Terracciano.

Numerosi i politici e i rappresentanti istituzionali presenti.

Tra questi il sindaco di Venafro Alfredo Ricci che ha dichiarato: “La paura si tocca con mano perché i dati confermano che la situazione non è sotto controllo. In questi anni come amministrazione abbiamo fatto passi in avanti con controlli, monitoraggi, studi. E’ in corso uno studio epidemiologico con il CNR di Pisa. Abbiamo chiesto e ottenuto un aumento di controlli da pare di Arpa e a breve, su pressione della nostra amministrazione, entreranno in funzione le nuove centraline mobili”.

Il Sindaco Ricci ha chiamato in causa anche Governo e Regione, ritenendo il problema non limitato esclusivamente al Comune di Venafro: “Noi possiamo intervenire fino a un certo punto. Nel nostro territorio non ci sono impianti insalubri e passa un traffico che non è limitato al solo territorio di Venafro. Per questo c’è bisogno di portare la situazione sui tavoli regionali e nazionali. Il traffico e il territorio di Venafro sono solo delle concause ma bisogna soffermarsi su elementi che riguardano l’intera Piana di Venafro. C’è bisogno di uno sforzo maggiore da parte delle Istituzioni, tra cui il Ministero dell’Ambiente e la Regione Molise. Tutte le Istituzioni devono sedersi intorno ad un tavolo senza il timore di prendere decisioni coraggiose”.

Sulla problematica del traffico e della viabilità il Sindaco Ricci ha affermato: “Sappiamo che il traffico che viene da Roma non ha trovato soluzione sulla variante esterna. Il progetto della variante di Ceppagna può essere messo a gara, aggiornando i pareri che ormai sono scaduti, ma c’è anche l’alternativa del casello di Mignano. Sicuramente la bretella, che è in uno stato più avanzato di progettazione, garantirebbe dei tempi più rapidi. Non a caso, come Presidente della Provincia ho segnalato quel progetto tra le opere strategiche della Provincia di Isernia. In questo caso oltre al tema della salute emerge anche il tema della vivibilità della città che non può passare sottotraccia. Purtroppo, noi come Comune abbiamo un grosso limite e chiediamo aiuto alle istituzioni e alle forze politiche, è il momento di agire”.

Presente anche l’Assessore regionale e Vicepresidente della giunta regionale Vincenzo Cutugno: “La Regione sta già facendo molto attraverso l’Arpa – ha spiegato Cutugno – siamo nella fase di attivazione del Priamo e stiamo monitorando con i tecnici dell’Arpa i dati per avere il quadro completo dei fattori inquinanti. Sulla Piana di Venafro incidono due inceneritori e un traffico veicolare molto pesante, oltre alle emissioni dei camini e delle caldaie della zona. C’è anche l’inceneritore di San Vittore a cui si aggiungerà a breve quello di Presenzano. Il problema quindi c’è.

Bisogna istituire un tavolo istituzionale permanente e fare squadre in quanto il problema e di tutti. Le colpe e le responsabilità lasciamole alla storia, oggi bisogna agire tutti insieme cercando di trovare delle soluzioni ai vari problemi.

Abbiamo un mix concomitante di fattori inquinanti – ha concluso Cutugno -. e di concause che portano ad avere degli sforamenti che messi insieme portano i valori fuori dalla norma, per cui è un lavoro non semplice che va monitorato giorno per giorno. Questo emerge dagli studi fatti negli ultimi anni. Bisogna intervenire in modo serio e ossessivo facendo squadra tra tutte le istituzioni preposte per avere una voce unanime contro un problema unanime. La Regione non si è mai tirata indietro ed è pronta a intervenire”.

Antonio Sorbo, ex sindaco di Venafro, ha posto l’accento sull’immobilità e l’inerzia degli ultimi anni: “Bisogna dare qualche risposta concreta. Questa questione va avanti dal 2006 e se oggi la situazione è peggiorata vuol dire che chi doveva fare qualcosa negli ultimi anni, non lo ha fatto. C’è un’azione omissiva, adesso bisogna dare risposte concrete, lo dobbiamo alle persone che vivono questa realtà e che muoiono per questa situazione. La speranza è che venga fuori un fronte comune che agisca al di là delle parole e dei tavoli”.

A proposito del registro dei tumori, Sorbo ha dichiarato: “Nel 2022 manca il registro dei tumori e siamo scoperti sul fronte epidemiologico. C’è lo studio epidemiologico che grazie al Comune di Venafro si sta attivando con il CNR. Soltanto adesso si sta facendo la caratterizzazione delle polveri grazie all’Ispra ed è gravissimo che per quasi venti anni questa attività non sia mai stata presa in considerazione”.

Sulla rete di monitoraggio: “In passato c’è stato il tentativo di ridurre le centraline e noi ci siamo opposti. Ancora oggi non c’è monitoraggio adeguato, ora dobbiamo stringere i tempi, trovare le cause e individuare una soluzione. A pochi chilometri abbiamo un impianto che ogni anno brucia centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, abbiamo un cementificio che brucia 20 mila tonnellate di rifiuti all’anno e in più si sta realizzando la turbogas a Presenzano. Non ho dati su una correlazione diretta, ma bisogna capire qual è l’impatto di questi insediamenti sull’ambiente a Venafro”.

Tra il pubblico presenti anche il sindaco di Sesto Campano Eustachio Macari, il sindaco di Conca Casale Riccardo Prete, il sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli e il sindaco di Montaquila Marciano Ricci.

La problematica ambientale continua quindi a tenere banco, da anni l’immobilismo degli enti preposti non ha consentito di dare risposte ad un tema che dovrebbe essere affrontato in modo serio e celere dalle istituzioni. La tutela della salute passa anche per l’attenzione verso una problematica come questa, senza tralasciare l’aspetto economico e l’indotto turistico che potrebbero risentire di conseguenze negative. A fare le spese di questa situazione è la popolazione, i cittadini che aspettano le risposte e gli interventi che fino ad ora nessuno è stato in grado di garantire.

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