
VENAFRO – Inquinamento della Piana di Venafro, da dove iniziare?
Dal menù, sempre fisso, quello in locandina: c’è bisogno di un’ampia coesione e responsabilità sociale in tutti i suoi contenuti e aspetti formali e istituzionali per dare forza alla risoluzione di un problema delicatissimo dove in gioco c’è la salute pubblica.
Un tema vecchio ma serio e non più prorogabile su cui gli attori impegnati e interessati si susseguono imperterriti con considerazioni senza seguito, interpreti di generazioni nuove e di più vecchie, ancora presenti sulla scena, che insieme amministrano o condizionano la cosa pubblica e che confermano la mollezza di azione o l’incapacità o la consapevolezza di non voler muovere nulla senza perciò aver mai puntato o spingere sull’ obiettivo finale di un progetto o programma infrastrutturale stradale in un’area che ne ha bisogno come il pane e che avrebbe eliminato o eliminerebbe in parte anche l’inquinamento atmosferico. Un refrain, invece, cadenzato e recitato con i toni di una cantilena ripetitiva e fastidiosa che non si mette né a versi né a musica. Si parla del Registro dei tumori per un primo monitoraggio sulla condizione di salute e patologie particolari passate e presenti della comunità locale. Ne sentiamo discutere da 30 anni! Sul problema viabilità e prolungamento della rete stradale nuova fino al ricongiungimento dell’autostrada Roma – Napoli, un primo tronco di una futuristica superstrada Caianello – Campobasso con eliminazione del tratto più difficile che stringe in una morsa Venafro nel tratto verso lo sbocco autostradale, i progetti “recitati” e declinati secondo i momenti politici negli anni sono tanti, ma solo a parole o su bozze smarrite.
Interventi seri e concreti: zero. Solo annunci.
il direttore
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