Restauro dell’organo a canne della Cattedrale di Venafro: urgenza unanimemente condivisa

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VENAFRO – L’organo a canne della Cattedrale di Venafro, luogo di culto dedicato a S. Maria Assunta ed impreziosito dalla Porta Santa situata alla destra dell’ingresso principale e da pregevoli affreschi all’interno, va restaurato.

Sono anni, addirittura decenni che non se ne sente più il suono, che non viene più udito stante le sue precarie condizioni e la cosa non piace affatto ad alcun venafrano. “Chiediamo che il bellissimo e melodioso organo della nostra Cattedrale -affermano in tanti a Venafro- venga restaurato. E’ un gran peccato, si creda, non saperlo più utilizzato e non ascoltare il pregevole suono che un tempo ne proveniva”. Già, tutto giusto, ma per siffatto pur condiviso intervento di restauro occorrono fondi che al momento purtroppo non ci sono. La stessa CEI, la Conferenza Episcopale Italiana che finanzia interventi di tal genere, sarebbe impossibilitata ad intervenire in quanto le disposizioni ultime prevedrebbero contributi CEI solo per organi che abbiano un’età superiore ai 70 anni. E l’organo a canne della monumentale Cattedrale di Venafro, pur bellissimo ed assai prezioso sotto l’aspetto musicale ed artistico, ne ha appena 56 di anni, essendo stato realizzato nel 1966! Ed allora niente da fare? Organo della Cattedrale venafrana costretto al forzato silenzio per tanti decenni ancora, col rischio che si rovini definitivamente?

In linea di massima così potrebbero andare purtroppo le cose anche se, volendo, uno spiraglio di luce, una possibilità alternativa ci sarebbe. In alcuni Paesi si è soliti accantonare un euro per ciascun funerale per le necessità della chiesa che ospita il rito. Nel caso della Cattedrale di Venafro, dove si tengono la gran parte dei riti funebri cittadini, si potrebbe iniziare a fare altrettanto chiedendo ai parenti del defunto all’atto di corrispondere il dovuto per il funerale appena tenutosi di pagare un euro in più per il restauro dell’organo a canne del sito religioso in questione. E nessuno, pensiamo, si tirerebbe indietro. Ed allora, acquisiti pareri e permessi dell’ambito diocesano nonché la disponibilità dei cittadini venafrani, si proceda in tal senso, così da restaurare nel breve il melodioso strumento a canne della monumentale e storica ConCattedrale venafrana.

Tornare a sentirlo suonare, si creda, sarebbe cosa bellissima ed assolutamente meravigliosa! Ed allora, si proceda, “armati” di buona volontà e voglia di fare!

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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