VENAFRO – La città commemora i 140 civili caduti il 15 marzo 1944

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VENAFRO – 15 marzo 1944! Data terribile per Venafro, investita quel giorno dal fuoco “amico” e che suo malgrado dovette contare ben 140 vittime tra i propri civili innocenti.

Venafro venne scambiata per la vicina roccaforte di Montecassino dov’erano asserragliate le truppe tedesche e colpita da bombardieri filoamericani tratti in inganno dall’orografia del territorio laziale/molisano e soprattutto interpretando male le carte topografiche in loro possesso.

Fu una strage e Venafro non dimentica!

Tanti, come scritto, i morti e tantissima la distruzione dell’abitato comunale. Tragedia che non si dimentica specie nel momento presente funestato da vicende belliche nell’est europeo per la fame di potere di menti assolutamente terribili.

Venafro quindi martedì 15 marzo ricorderà la tragedia di 78 anni orsono con cerimonia religiosa, corteo per la strade cittadine col Gonfalone della città, deposizione di fiori al Monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza Vittorio Veneto al rione Mercato e parole commemorative di quel tristissimo giorno. In chiusura della presente notizia di cronaca, e quale doveroso rispetto verso tutti i civili caduti in tempi di guerra, vanno ricordati altresì i 17 civili venafrani morti a seguito di altro fuoco “amico” nel corso dei numerosi  bombardamenti alleati dell’ottobre ’43. Tali azioni di guerra, rientranti nelle operazioni belliche per cacciar via i nazisti dal centro/sud d’Italia, vennero decise per stanare la resistenza tedesca accampata al Campaglione, periferia ovest di Venafro. Nella circostanza ci furono dieci bombardamenti alleati e tanta popolazione civile venafrana, avvertita preventivamente con volantinaggio aereo di quanto sarebbe avvenuto di lì a poco, scappò via riuscendo a mettersi in salvo. Ci fu però chi non poté scappare, come i 17 civili ambosessi e di ogni età rifugiatisi in un’antica grotta di epoca romana in località Chiaione a poca distanza dalla Cattedrale nel tentativo di salvarsi. Non furono però fortunati e persero tutti la vita! I loro nomi : Fernando Ottaviano, Nicandro e Mario Vaccone, Michelina Testa, Antonio Giannini, Giacinta Leva, Giuseppina Verrecchia, Maria Carmela Iannacone, Bambina Policella, Giovanni Colangelo, Emilia Tagliaferri, Paolo e Lucio Andreozzi, Luigia Conte, Crescenzo Ricchiuti, Giacomina, Clara e Filomena Natale (quest’ultima rinvenuta sei mesi dopo sotto le macerie). Tali 17 civili caduti sono stati commemorati solo qualche anno addietro dagli stessi loro familiari e congiunti con celebrazione religiosa alla Chiesa del Carmine e deposizione di fiori al Monumento ai Caduti su iniziativa del movimento popolare ”I Venafrani per Venafro” e successivamente con momento commemorativo al Liceo Classico “Giordano” della città. Mai però ufficialmente dal Comune di Venafro! E’ tempo, pensiamo, di porre rimedio a tanto, commemorando ufficialmente anche i civili dell’ottobre ’43 da parte delle istituzioni pubbliche locali, accomunando tutti -sia i civili caduti nell’ottobre ’43 e sia i morti dei 15 marzo ’44- in un unico e sostanziale momento di solidarietà umana.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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