
COVID – Da domani, dopo oltre due anni, terminerà lo stato di emergenza: inizia l’addio a “Green Pass” e mascherine.
Da venerdì 1° aprile il “Green Pass” non sarà più necessario per andare dal parrucchiere, in banca e negli uffici pubblici. Stop al certificato verde anche sui mezzi pubblici, nei ristoranti all’aperto, nei musei, in centri termali e culturali.
Resta invece il green pass base (che prescinde dal vaccino in quanto può essere rilasciato con semplice tampone negativo) per accedere ai luoghi di lavoro.
Sono queste alcune delle principali novità che entreranno in vigore al termine, dopo oltre due anni, dello stato di emergenza deliberato il 31 gennaio 2020 e via via prorogato con lo scopo di fronteggiare il Covid 19.
La deadline è oggi 31 marzo, ultimo giorno dell’ “Era Covid” che segna anche la fine della struttura commissariale guidata dal Generale Figliuolo e del Comitato tecnico-scientifico, istituito a febbraio 2020 e protagonista soprattutto durante il primo, drammatico anno di pandemia delle decisioni che hanno condizionato la vita degli italiani.
Da domani, quindi, si volta pagina e ci si avvia ad un percorso graduale che, si spera, porterà definitivamente alla fine di qualsiasi tipo di restrizione.
GREEN PASS: l’uscita di scena del green pass sarà graduale. Fino al 30 aprile resta ancora obbligatorio quello rafforzato per una serie di attività al chiuso, dalle piscine ai convegni, dalle feste alle discoteche.
MASCHERINE: la mascherina resta obbligatoria al chiuso fino al 30 aprile, escluse le abitazioni private, quando non sia possibile mantenere il distanziamento. Al lavoro basterà la mascherina chirurgica. La Ffp2, invece, resta obbligatoria sui mezzi di trasporto, funivie chiuse, cinema, teatri e competizioni sportive
Basterà invece il green pass base (ottenuto anche con un tampone negativo nelle ultime 72 ore se molecolare o 48 ore se antigenico) per accedere a mense, ristoranti al chiuso, concorsi pubblici, eventi sportivi all’aperto, aerei, navi, traghetti e treni.
OBBLIGO VACCINALE: l’obbligo del vaccino anti-Covid resta fino al 31 dicembre 2022 per il personale sanitario e delle Rsa, e fino al 15 giugno per il personale docente ed educativo delle scuole, come requisito essenziale per lavorare. Il personale scolastico e universitario, del comparto difesa e sicurezza, della polizia penitenziaria, deve comunque completare il ciclo vaccinale con la dose booster entro il 15 giugno 2022. Per chi ha più di 50 anni, resta l’obbligo del vaccino fino al 15 giugno. I lavoratori over 50 possono presentarsi al lavoro con il green pass base, cioè anche solo facendo un tampone ogni 48 ore.
QUARANTENA: I contatti stretti di un positivo, che fino a oggi potevano applicare l’autosorveglianza solo se protetti dal booster, guariti o vaccinati da meno di 120 giorni, ora dovranno restare in regime di autosorveglianza per 10 giorni, con la necessità di indossare la mascherina Ffp2 al chiuso e di fare il tampone dopo 5 giorni.
SMART WORKING: lo smart working potrà essere applicato fino al 30 giugno senza stipulare gli accordi individuali con i lavoratori.
SCUOLA: Nelle scuole dell’infanzia, in presenza di almeno quattro casi tra gli alunni nella stessa classe le attività proseguono in presenza e docenti, educatori e bambini che abbiano superato i sei anni utilizzano le mascherine FFP2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo.
Nelle scuole primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, in presenza di almeno quattro casi di positività tra gli alunni le attività proseguono in presenza e per i docenti e per gli alunni che abbiano superato i sei anni di età è previsto l’utilizzo delle mascherine FFP2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con un soggetto positivo.
M.A.
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