Family Act, Trotta (Aiaf Molise): “Per la prima volta l’Italia si dota di una riforma organica delle politiche per la famiglia”

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FAMILY ACT – Approvato in via definitiva il disegno di legge per delegare il Governo ad attivare una riforma strutturale delle politiche per la famiglia.

AIAF Molise, il Presidente Romeo Trotta interviene sul Family Act. “𝑃𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑙’𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑠𝑖 𝑑𝑜𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑖𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎, 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑑𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑤𝑒𝑙𝑓𝑎𝑟𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑢𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑢𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑙𝑒, 𝑖𝑙 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖, 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑔𝑒𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑚𝑏𝑖 𝑖 𝑔𝑒𝑛𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑎𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑙𝑒 𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑖𝑛𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑒𝑚𝑎𝑛𝑐𝑖𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑣𝑎𝑛𝑖𝑙𝑒.

Il Disegno di Legge delega al Governo è stato approvato in via definitiva il 6 aprile al Senato. Il testo, pilastro anche dell’assegno unico, contiene la ricetta per rivedere i congedi parentali, sostenere la genitorialità e favorire l’occupazione femminile mettendo in campo strumenti che possano migliorare la distribuzione dei carichi di cura all’intero delle famiglie. Ricordando il legame delle novità in arrivo con l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti prima del voto in Senato ha sottolineato: “Vogliamo rimuovere e risolvere quelle fragilità che sono state ostacolo allo sviluppo del Paese. Penso al lavoro femminile, penso alla mancanza di prospettiva per i giovani, penso al tema della denatalità”.

Un obiettivo, sicuramente ambizioso, del Family Act è quello di introdurre delle piccole leve per riequilibrare il rapporto che lega lavoro e famiglia. Novità sui congedi parentali: una di queste leve è rappresentata sicuramente dalle novità che saranno introdotte per riformare il sistema dei congedi parentali, compreso quello di paternità. Le modifiche devono prendere forma entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del disegno di legge sul Family Act.

Ma la normativa di riferimento è già in evoluzione, anche grazie agli input che arrivano dall’UE. Lo scorso 31 marzo, infatti, il Governo ha approvato lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2019/1158 finalizzata a favorire la parità di genere, in ambito familiare e lavorativo, intervenendo anche e soprattutto su questo fronte.

La direzione tracciata dal disegno di legge va verso i seguenti obiettivi: garantire ai genitori lavoratori la possibilità di usufruire dei congedi parentali fino ai 14 anni di età, ora si ferma a 12; introdurre modalità flessibili nella gestione dei congedi parentali, in linea con i contratti collettivi di lavoro applicati al settore, con un canale preferenziale per i nuclei familiari monogenitoriali; prevedere permessi retribuiti di almeno 5 ore per i colloqui scuola famiglia e permessi per accompagnare le donne in stato di gravidanza alle visite a tutela della maternità; concedere almeno due mesi di congedo parentale non cedibile per ogni figlio e premialità in caso di distribuzione equa tra i genitori; estendere le tutele anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti.

Sul congedo di paternità: novità del Family Act che negli ultimi cinque anni ha già subito profondi cambiamenti. Anche in questo caso, il percorso è in parte tracciato dalla direttiva UE 2019/1158. Dal 2017 ad oggi, i neo papà sono passati da due a 10 giorni di congedo di paternità retribuito. E a partire dalla Legge di Bilancio 2022 non c’è più bisogno di un via libera annuale perché è diventata una misura strutturale. Ma, come annunciato in più occasioni dalla Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, sarà il Family Act a rendere il congedo di paternità uno strumento molto più incisivo, con effetti positivi sia per gli uomini che per le donne.

Due le novità più rilevanti: si va verso un’equiparazione dei lavoratori del settore privato a quelli delle pubbliche amministrazioni; passo dopo passo, si arriverà a un periodo di astensione dal lavoro fino a novanta giorni lavorativi, tre mesi. Sul congedo di maternità, un aumento dell’indennità obbligatoria per favorire l’occupazione femminile. Sono tutti tasselli di un quadro che dovrebbero portare risultati anche sul fronte dell’occupazione femminile, che risente fortemente del peso dei carichi di cura canonicamente affidati alle donne. Le novità vi saranno anche a sostegno delle spese per l’educazione dei figli.

Prenderanno forma nuove detrazioni fiscali per le spese di locazione degli studenti universitari, agevolazioni fiscali sugli affitti o sull’acquisto della prima casa per le giovani coppie o per le famiglie composte da un solo genitore under 35 in relazione. Il perimetro delle novità si estende anche oltre le mura domestiche: per i genitori più giovani con figli a carico, si prevede un accesso libero a rappresentazioni teatrali e cinematografiche; che e altri spettacoli dal vivo, musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali ai nuclei.

D’altronde il testo prevede anche specifici benefici per favorire l’educazione dei figli: dai contributi, anche a copertura totale, del costo dei servizi educativi per l’infanzia ad agevolazioni che riguardano le spese necessarie per viaggi di istruzione, per lo sport, il teatro, la musica, per gli strumenti digitali funzionali allo studio, fino ad arrivare al potenziamento degli strumenti di sostegno alle famiglie con figli e figlie disabili. A chiusura del Family Act troveranno, poi, spazio anche incentivi all’autonomia abitativa dei figli maggiorenni dalla famiglia d’origine”.

C.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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