
VENAFRO – “La Pandemia delle Donne“, è stato questo il tema dell’incontro organizzato dal circolo Pd di Venafro che si è svolto ieri sera presso la sala conferenze della Palazzina Liberty con la senatrice dem Valeria Valente.
Dopo i saluti dei dirigenti regionali del Partito Democratico, Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli e Stefano Buono, è stato il segretario di circolo Giuseppe Notte ad aprire i lavori.
“Nonostante tutti noi crediamo di vivere in un’epoca moderna e nonostante crediamo di aver acquisito diritti che in passato erano negati, a mio avviso dobbiamo fare ancora molta strada sulla parità di genere – dice Giuseppe Notte segretario del circolo Pd locale -. Questa pandemia non ha fatto altro che mettere in risalto ed amplificare le debolezze e le criticità della nostra società. Le nostre mamme, le nostre sorelle, le nostre compagne, le nostre mogli, le nostre figlie, hanno indubbiamente giocato un ruolo cruciale durante la crisi del covid-19: spesso in prima linea nelle professioni sanitarie, nei servizi essenziali e nel commercio.
Alla vigilia dello scoppio della pandemia, – conclude Notte – il nostro Paese si collocava agli ultimi posti in Europa per tassi di occupazione femminile e ai primi per i carichi di lavoro domestico e familiare svolti dalle donne, anche a causa dell’arretratezza dei servizi per la cura dei figli e degli anziani e della persistenza in larghe aree del paese di stereotipi e retaggi culturali di tipo sessista e maschilista”
Successivamente, Benedetta De Lisi, componente della Commissione sulle Pari Opportunità della Regione Molise, ha rimarcato le difficoltà che le donne quotidianamente devono affrontare per avere il giusto spazio nella nostra società.
E su ogni forma di violenza di genere, dopo aver illustrato i lavori della Commissione, ha voluto lasciare un messaggio di speranza e fiducia per le donne che ogni giorno cercano di rivendicare il giusto spazio nella nostra società, la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Femminicidio: “Credete in voi stesse, studiate e diventate esperte in una materia specifica. Non perdete mai la speranza e non pensate mai di essere sbagliate. C’è ancora molta strada da fare per colmare il gap sull’uguaglianza di genere. Ma per vivere in una società migliore, bisogna riconoscere il giusto spazio alle donne”.
La senatrice Valente, a seguito dell’incontro, ha anche evidenziato un grande aumento del gap di genere a seguito di due anni di emergenza pandemica: “Come sempre sono le donne a pagare il prezzo più alto delle crisi. Tante donne hanno perso il lavoro perché in questo Paese grava su di loro il peso del lavoro familiare, per cui molte donne hanno scelto la famiglia abbandonando lavori già precari. Il Gap è aumentato talmente tanto che ci vorrà qualche anno per recuperare. Andrebbe ripensato il sistema del mondo del lavoro facendo in modo che le donne siano a loro agio e possano costruire percorsi di carriera e aumento salariale. Il lavoro della Commisione parlamentare che presiedo prova a mettere in luce le criticità del sistema stimolando Parlamento e Governo ad intervenire per risolvere tali criticità”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera regionale Micaela Fanelli, intervistata a margine dell’iniziativa, che ha spiegato come la problematica si per lo più improntata su due temi: la violenza sulle donne e la perdita di occasioni lavoro. “A seguito di due anni di emergenza – ha dichiarato Fanelli – hanno pagato le conseguenze della pandemia soprattutto le donne e i giovani, i segmenti più fragili della popolazione.
Da qui infatti parte il Pnrr, il piano nazionale che vuole dare spinta alla coesione territoriale, affrontando la problematica delle differenze di età e di genere che creano un tetto di cristallo negli avanzamenti di carriera e un forte precariato a seguito del quale si verifica l’allontanamento delle donne dal mercato del lavoro.
Dobbiamo trovare delle soluzioni – ha concluso Micaela Fanelli – attraverso la conciliazione vita-lavoro, la nascita di asili nido anche dove lo spopolamento non sembra fare di questa esigenza una priorità, la parità di accesso nelle istituzioni e maggiori servizi sociali per donne e anziani. Il tutto attraverso una maggiore presenza dello Stato e del welfare sui territori, a partire dai Comuni”.
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