VENAFRO – Festività patronali in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria: una gran bella festa

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VENAFRO – E’ calato il sipario sulla Festa di San Nicandro 2022 di Venafro, alias le festività patronali in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria.

Causa covid l’appuntamento mancava da due anni e la partecipazione popolare ai vari eventi ha confermato la voglia di tutti di tornare a “vivere”.

Consuntivo della festa? Certamente positivo, sia sotto l’aspetto religioso che civile.

Innanzitutto la ricomparsa della Santa Manna in Basilica. La si attendeva da anni e finalmente giusto all’inizio del trittico festivo è riapparsa per la gioia e la soddisfazione generale. “I Santi Martiri ci sono vicini e ci sostengono”, il pensiero dei fedeli soddisfattissimi. Gli appuntamenti civili. Tutti belli e pienamente riusciti. Dai giri bandistici del “Città di Venafro” agli applauditissimi ed assai seguiti concerti dei The Kolors e La Nuova Orchestra Italiana, dalla divertente esibizione dei “Revotapopolo” al matinée musicale del Gran Concerto Bandistico Città di Ailano ai piedi della Torre Medievale (peccato per i contenitori dei rifiuti a ridosso del pubblico che assisteva al matinèe!), dalle luminarie (magnifica la ”galleria” di luci dinanzi alla Basilica) ai fuochi pirotecnici conclusivi, sino all’ “ammessa” (l’asta popolare) per mettersi in spalla Reliquie e Simulacri Sacri nel corso della processione conclusiva del 18 sera.

A proposito di tale ”ammessa”, l’asta pubblica svoltasi come da tradizione sul piazzale della Basilica immediatamente prima dell’inizio della predetta processione, da dire che ha fruttato in totale all’organizzazione festiva euro 8.830, così distinti : 50 euro per portare lo stendardo, 60 per reggere la Croce, altrettanto per l’incensiere di destra, ancora 60 euro per l’incensiere di sinistra, 1.900 euro per mettersi in spalla il simulacro raffigurante la Testa di San Nicandro, 1.700 per l’Urna Reliquiaria di Santa Daria e 5000 euro per portare in processione il Busto Argenteo del Patrono San Nicandro, denaro offerto all’asta da devoti venafrani ambosessi e di ogni età. Quindi la processione, iniziata poco dopo le h 20,30 e conclusasi dopo la mezzanotte ai piedi di Castello Pandone, dopo i ripetuti canti corali dell’Inno “Sciogliam di lode un cantico o popol venafrano…” nel corso del tragitto nel centro storico venafrano e puntualmente bissato in chiusura in piazza Totò, già piazza Castello Pandone. Un accenno a tale processione conclusiva del trittico patronale venafrano. Partecipata ma non tantissimo come in passato (la gente ha preferito attenderne il passaggio su strade e piazze, piuttosto che accodarsi in processione) e soprattutto molto confusionaria. Dal prossimo anno occorrerà maggiore impegno umano per organizzarla e gestirla diversamente perché finalmente torni a recuperare la solennità, la partecipazione, la compostezza, il silenzio e l’intensità smarriti.

Ciononostante una gran bella Festa di San Nicandro quella appena conclusa, merito del numeroso comitato festa e di quanti hanno dato del proprio perché i festeggiamenti patronali cittadini ribadissero la loro valenza storica, religiosa e sociale.

                                                                                          Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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