TRIVENTO – Sinodo della chiesa italiana ed universale: mons. Palumbo riconsegna solennemente alla diocesi la Sintesi Sinodale Diocesana

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TRIVENTO – Il vescovo mons. Claudio Palumbo ha riconsegnato solennemente alla diocesi la Sintesi Sinodale Diocesana.

Oggi, 27 luglio 2022, nella solenne cornice della Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore di Trivento, il Vescovo Mons. Claudio Palumbo ha riconsegnato la Sintesi Sinodale Diocesana, frutto del lavoro di tutti gli organismi, le parrocchie, i fedeli laici, i presbiteri e religiosi della Diocesi svolto tra ottobre 2021 e aprile 2022 in questa Chiesa Locale, come inizio del Cammino Sinodale della Chiesa Universale ed Italiana. Presenti il Consiglio Presbiterale, il Consiglio Pastorale Diocesano, la Commissione Sinodale Centrale, i Referenti Sinodali Parrocchiali, i Parroci, le Religiose, i Religiosi, i Catechisti, gli alunni della Scuola di Teologia, la riconsegna è avvenuta nell’occasione dei Primi Vespri Solenni della Solennità dei Santi Patroni della Diocesi Nazario, Celso e Vittore, nel corso della quale è stato inaugurato il restaurato organo storico dei De Onofrio della Chiesa Parrocchiale.

Nel consegnare ufficialmente la Sintesi Sinodale, Mons. Palumbo ha sottolineato che a modo di una redditio symboli la sintesi diocesana viene riconsegnata, “frutto del primo anno di ascolto delle narrazioni del Popolo di Dio … con lodevole partecipazione di tutti (referenti sinodali, presbiteri, religiosi/e, diaconi, organismi di partecipazione, parrocchie, associazioni, movimenti, gruppi, scuole, commissione sinodale ecc.) nell’ottobre 2021 e concluso ad aprile 2022. Un tale impegno di ascolto continua ancora per il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia”. Mons. Palumbo, visibilmente contento del lavoro svolto, ha altresì sottolineato: “La nostra sintesi, puntualmente confluita a Roma tra le 206 sintesi diocesane italiane e apprezzata dal Gruppo centrale di coordinamento … mentre ha contribuito per l’individuazione, a livello nazionale, di quegli snodi pastorali prioritari sui quali condurre il secondo anno di ascolto – che avrà, ancora una volta, un taglio narrativo – ha identificato anche alcune priorità pastorali che vorremo tenere presenti tanto per questa seconda annualità di “ascolto” quanto per il processo sinodale medesimo, tutto teso alla maturazione di quello di stile di sinodalità che scaturisce dalla comunione nella medesima fede, speranza e carità, richiamandoci la nostra costituzione di Chiesa “in uscita” per portare il Vangelo ad ogni creatura”.

A suo giudizio, si è incominciato a vivere una bella esperienza ecclesiale in Diocesi, attraverso l’ascolto di tutte le esperienze, comprese quelle importanti dei giovani, consentendosi di esprimersi in libertà, semplicemente, senza tecnicismi, variamente espressi sotto forma di mature valutazioni, apprezzamenti, proposte e richieste, senza “critiche” fatte a modo di “rivendicazioni parlamentaristiche” – dalle quali il S. Padre Francesco ha messo in guardia fin dagli inizi del cammino sinodale – mirando invece a formulare il tutto come riflesso di una autocoscienza non di dèmos, ma di laòs: Popolo santo di Dio in cammino. Adesso – ha continuato Mons. Palumbo – “le priorità che il Popolo Santo di Dio, sotto la guida dei suoi Pastori, è chiamato a mettere a fuoco in questo secondo anno di “ascolto” sono annunciate sotto forma di cantiere, e sono tre: corresponsabilità e formazione degli operatori pastorali, ascolto dei “mondi” (poveri, giovani, donne, professioni, culture…) e snellimento delle strutture ecclesiali. Ogni Chiesa locale, poi, sceglierà un quarto cantiere, relativo alle proprie necessità pastorali, individuate sulla base della sintesi diocesana che ora tutti avete nelle vostre mani”.

Mons. Palumbo ha concluso: “la sintesi diocesana ci esorta e richiama anche ad una assunzione di responsabilità, personale ed ecclesiale. Alla libertà, maturità e responsabilità di ciascun battezzato/a, e consacrato/a, essa pone difatti domande “impertinenti”, ma vitali, per una scelta precisa nel momento concreto dell’esistenza: a quale cantiere vuoi lavorare? Al cantiere di Babele o a quello di Gerusalemme? Vuoi cooperare nell’officina del Vangelo che salva, o in quella delle ideologie selvatiche che offuscano il mondo, la vita, il senso di Dio e dell’esistenza, le relazioni umane, la dignità della persona umana? In altre parole: vuoi fare un nome a te o a Dio? E il tuo Cristo chi è: un personaggio, una popstar, un divo irraggiungibile, oppure una Persona che è facilissimo incontrare, con cui è possibilissimo stabilire relazioni di vita essendo Egli incarnazione della misericordia del Padre?

Saranno la tua scelta e il tuo impegno per il Cristo nato da Maria per opera dello Spirito Santo, oppure per quello che ti ripresentano uno gnosticismo e pelagianesimo di ritorno?”. Adesso, la Chiesa locale tutta, in cammino sinodale, a partire dalla sintesi diocesana, oltre ai tre cantieri nazionali 2di Betania” indicati dalla CEI, è chiamata a riflettere e discernere qual è il “cantiere specifico” su cui occorre lavorare per rinnovare la missione, la comunione e partecipazione, affrontando le criticità e i problemi, nella Diocesi di Trivento.

A settembre tutti i gruppi sinodali, i Presbiteri, le Religiose e i Religiosi, le Associazioni laicali, le Parrocchie e tutti gli organismi ricominceranno il camminò sinodale da questi cantieri che, si augura, cambino e rinnovino il volto in primis della Chiesa Diocesana di Trivento, perché sia lievito di crescita sociale, umana, fonte di speranza e di fede per la sua gente.

C.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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