POLITICHE – Unione Popolare sarà presente con il proprio simbolo anche in Molise

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CAMPOBASSO – Nel pomeriggio di ieri, i delegati di Unione popolare hanno consegnato, presso il Tribunale di Campobasso, le sottoscrizioni alla propria lista per le prossime elezioni politiche del 25 settembre.

“Nel pomeriggio di ieri – si legge in una nota diffusa dal partito – , i delegati di Unione popolare hanno consegnato, presso il Tribunale di Campobasso, le sottoscrizioni alla propria lista per le prossime elezioni politiche del 25 settembre.

Più di 1000 firme a fronte delle 750 necessarie.

Un risultato affatto scontato, ottenuto in condizioni particolarmente sfavorevoli, in pieno periodo di vacanza, con pochissimo tempo a disposizione.

Una tale impresa non sarebbe stata possibile senza l’impegno generoso dei nostri attivisti sparsi su tutto il territorio regionale.

È un elemento, quello dell’impegno volontario e militante, che va sottolineato come fenomeno in netta controtendenza rispetto allo spettacolo osceno offerto dai partiti che si candidano a governare il Paese per i prossimi 5 anni.

Da una parte i comitati d’affari al cui interno infuriano le lotte tra personaggi ambiziosi quanto mediocri per spartirsi le poltrone, dall’altra uomini e donne – tanti giovanissimi – che vogliono dar vita ad una società in cui ognuno abbia e faccia la sua parte, dove nessuno si senta escluso.

Come ha giustamente rilevato il Fatto Quotidiano – testata non sospettabile di bolscevismo – in un articolo pubblicato stamattina sul proprio sito, “tutti i grandi partiti sono fuori dalla realtà tranne Unione popolare”.

Unione popolare sarà dunque presente con il proprio simbolo anche nella circoscrizione molisana. Rossano Pazzagli candidato per il Senato, Nicoletta Radatta e Hikmet Aslan per la Camera dei Deputati.

P.S. stasera Nicoletta Radatta parteciperà all’assemblea pubblica promossa da Termoli bene comune – rete della sinistra, per la difesa dell’ospedale S.Timoteo e per la sanità pubblica di qualità, che si terrà a Termoli nel piazzale antistante la chiesa di S. Antonio.

Di seguito, una breve descrizione dei candidati

ROSSANO PAZZAGLI, 63 anni, storico, professore di Storia moderna all’Università del Molise, ha sempre unito lavoro culturale e impegno civile con una forte attenzione per le parti più deboli della società e del territorio: le campagne, i paesi, la terra, il paesaggio e l’ambiente. Da quasi vent’anni lavora in Molise dove ha promosso studi e ricerche sulle aree interne, sull’agricoltura, il turismo e le identità territoriali divenendo uno dei massimi esperti di sviluppo locale. A livello nazionale dirige la Scuola di Paesaggio presso l’Istituto Alcide Cervi ed è vicepresidente della Società dei territorialisti. Cresciuto nei movimenti studenteschi e ambientalisti, in passato è stato per dieci anni sindaco indipendente di Suvereto, presidente del Circondario della Val di Cornia e membro del Consiglio delle autonomie locali della Toscana. Autore di numerose pubblicazioni, instancabile organizzatore culturale, fa parte della direzione delle riviste “Ricerche storiche” e “Glocale” e della rete Officina dei Saperi. L’apertura culturale e la sensibilità umana, lo sguardo attento e amorevole verso le classi più fragili e i luoghi ingiustamente marginalizzati dal prosecco di sviluppo capitalistico, ne fanno un esempio di intellettuale impegnato nella pratica per un reale cambiamento della realtà economica e sociale del nostro tempo.

HIKMET ASLAN, 50 anni, giornalista pubblicista curdo, ha vissuto per anni nella città curda di Batman e oggi vive in Italia, in Molise, dove esercita la professione di pubblicista e direttore della televisione satellitare Medya Haber, una testata giornalistica televisiva in lingua curda, con sede legale a Campobasso e operativa a Bruxelles, che ha la missione di dare voce alla diaspora degli oltre 5 milioni di curdi sparsi tra l’Europa e il Medio Oriente. Nei primi anni Novanta, Hikmet Aslan è nelle carceri iraniane e turche, dove viene torturato e subisce un processo che dura tre anni e mezzo, alla fine del quale, miracolosamente, è rimesso in libertà. Negli anni successivi si sposa con Mensure Yagmur, curda di Diyarbakır. Nel 1999, per sfuggire alla persecuzione dello Jitem, il servizio di sicurezza nazionale turco che vuole costringerlo a diventare un informatore, Hikmet decide di abbandonare il paese e si imbarca a Smirne insieme con Mensure. Dopo un avventuroso viaggio in mare di sette giorni in condizioni disumane, senza né acqua né cibo, la coppia sbarca in Calabria e pochi mesi dopo arriva in Germania. Qui Hikmet è tutelato dallo status di rifugiato politico, ha un tetto garantito e 800 marchi al mese per le spese ma decide comunque di tornare in Italia e, tramite un amico, nel 2002 si stabilisce con Mensure a Ripalimosani (CB) dove per alcuni anni lavora come muratore e poi come mobiliere. Nel 2008 ottiene la cittadinanza italiana e comincia a lavorare per la televisione satellitare Media Haber. Hikmet non ha mai abbandonato l’impegno politico a sostegno della causa del popolo curdo e del confederalismo democratico e, grazie ad una Onlus italiana, in questi anni è tornato più volte nel Kurdistan iracheno per svolgere missioni di cooperazione e reportage giornalistici. Attualmente sta collaborando alla costruzione di un ospedale nel campo profughi di Mahmur.

NICOLETTA RADATTA, 42 anni, subito dopo la laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, è partita per la Colombia dove ha lavorato con ONG e organizzazioni locali impegnate nella promozione dei diritti umani e della giustizia sociale. In Spagna si è dedicata prima all’inserimento lavorativo delle persone extracomunitarie e poi alla divulgazione dell’impatto che il sistema alimentare ha sulla salute delle persone e del pianeta. A livello internazionale, oltre a fare ricerca e informare su come la filiera agroalimentare sia strettamente legata a migrazioni e cambiamenti climatici, partecipa come relatrice al progetto europeo Our Food Our Future <https://ourfood-ourfuture.eu/> per spiegare le questioni sociali, economiche e ambientali connesse al mondo del cibo. Tornata in Molise con il suo progetto La rivoluzione a tavola <https://larivoluzioneatavola.it/>, svolge attività didattiche e formative per stimolare l’adozione di scelte alimentari basate sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Da sempre impegnata a livello politico e sociale, vede nelle produzioni enogastronomiche e nelle mense il motore economico e culturale in grado di far ripartire l’agricoltura e l’economia locale soprattutto nei piccoli paesi molisani”.

C.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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