Chiusura radioterapia del Gemelli Molise, Rossella Gianfagna (Pd) “Per la sanità siamo tornati all’anno zero”

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CAMPOBASSO – Sull’interruzione delle prestazioni di radioterapia al Gemelli Molise annunciata oggi dal presidente della struttura ospedaliera di Tappino dott. Petracca, prendono posizione anche i candidati alle Politiche del 25 settembre.

Rossella Gianfagna del Pd “La sanità non deve rispondere solo ai conti del ragioniere, la sanità è un diritto dei cittadini, di tutti i cittadini, soprattutto di quelli più fragili, perché malati: questo si deve far valere a livello centrale. Quanto sta succedendo in una delle principali strutture sanitarie accreditate della regione, il Gemelli Molise, che rappresenta un’eccellenza per il nostro territorio e non solo, non è da paese civile. Il superamento dei tetti di spesa potrebbe comportare lo stop delle prestazioni di radioterapia, con il rischio che dal 1° ottobre 200 malati oncologici molisani dovranno curarsi fuori regione. Siamo tornati all’anno zero. Dolore e disagio per chi soffre e affronta malattie terribili, doppia sconfitta per la sanità molisana già gravata da impressionanti disavanzi: bisognerà caricarsi anche delle spese per le cure fuori regioni. Smacco e controsmacco. Il nostro commissario Toma ha fatto presente ai Ministeri competenti, economia e salute, le difficoltà del Gemelli Molise, e attende risposta, così almeno riportano alcune testate giornalistiche: intervento, come dire, un po’ tardivo oltre che debole.

Negli ultimi cinque anni abbiamo avuto una rappresentanza parlamentare totalmente afona sulla questione. E invece c’è da fare una difesa vera della nostra sanità a Roma, ci sono da rivendicare tutti i nostri diritti costituzionali che questa vicenda ci mostra in tutta la loro precarietà. Ora, chi ci difende da questi rischi, la coalizione di centrodestra che del federalismo fiscale prima e ora dell’autonomia differenziata fa il suo cavallo di battaglia? Federalismo o autonomia differenziata, come si preferisce dire adesso ma tanto per usare termini meno immediati, sono strumenti pericolosissimi, armi distruttive per territori deboli come il nostro. Non siamo cittadini di serie B, la sanità è un diritto di noi molisani. Abbiamo l’opportunità di farci valere a Roma, proviamoci”.

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