CRONACA – Relazione semestrale DIA: il Molise risulta esposto a pericolose infiltrazioni mafiose di origine campana e pugliese

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ROMA – È stata pubblicata sul sito del Senato della Repubblica la relazione semestrale della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) presentata dal Ministro dell’Interno uscente Luciana Lamorgese.

Il documento analizza i fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso relativamente al II semestre del 2021. Si tratta di un’analisi realizzata sulla base delle evidenze investigative, giudiziarie e di prevenzione.

Il basso numero dei fascicoli in materia di criminalità organizzata – si legge in una stralcio della relazione Diavalido di per sé solo, non rassicura affatto e non legittima il convincimento che il territorio molisano possa considerarsi immune da pericolose infiltrazioni di origine campana e pugliese. In tutte le relazioni acquisite, da quelle del procuratore della DDA a quelle della Procura di Isernia e Larino, anche dai puntuali e articolati compendi stilati dai comandi di tutte le Forze di Polizia continua ad emergere in modo diffuso la viva preoccupazione di come il Molise risulti frequentemente esposto agli appetiti di cellule mafiose le quali, seppur storicamente non radicate in questo territorio, finiscono però con l’addentrarvisi anche per effetto della continuità geografica”. Così si è espresso il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Campobasso, Mario Pinelli, che a proposito delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali considera come “indicativi una serie di cosiddetti “reati spia” spazianti dallo spaccio di stupefacenti, anche provenienti dalle coste albanesi; al transito, anche obbligato, che dalla Puglia la droga compie sul territorio molisano per poi essere canalizzata su altre regioni a nord; al deposito di armi da parte di clan pugliesi per il quale il territorio molisano rappresenta una valida opzione, anche perché piuttosto defilato; allo stoccaggio di rifiuti su un territorio in gran parte ancora incontaminato; al riciclaggio; alla consumazione di estorsioni, spesso indotte dal convincimento della malavita organizzata di poter impattare su destinatari non ancora mai attinti da richieste di “pizzo” e magari anche destinatari di sussidi economici, in questo momento, come ben noto, pure in arrivo per il settore imprenditoriale. L’interesse della criminalità organizzata sanseverese nel territorio di Campobasso è confermata anche dalla cattura avvenuta il 16 luglio 2021 del figlio del boss TESTA evaso il 31 dicembre 2020 dalla casa circondariale di Foggia”.

C.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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