SANITA’ – Pos: Boccardo (Uil) “Bloccarlo prima che produca effetti irreparabili”

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CAMPOBASSO – Fermate il Pos.

L’alt al programma operativo sanitario è posto dalla segreteria regionale della Uil Tecla Boccardo che sottolinea come lo stesso sia stato inviato a Roma e contemporaneamente il presidente della Giunta regionale Toma continua a dire che è aperto a ogni tipo di confronto con le parti sociali e il territorio.

“Piuttosto che attendere, utilitaristicamente, l’insediamento del nuovo Governo “amico” della classe politica regionale, si accelera per l’approvazione di un piano operativo sanitario, che va a nostro avviso bloccato.

La domanda sorge spontanea: come mai tanta fretta per portare a casa un POS che nessuno vuole, che distrugge la sanità pubblica e privata?

E soprattutto, perché in un momento in cui qualcuno parla di risolvere la questione sanitaria con un Decreto Molise che elimini il debito, o recuperare nuove risorse nel riparto, che ponga rimedio alle criticità o i limiti del decreto “Balduzzi” e soprattutto al commissariamento, si prosegue dritti

Solleciteremo chi ha preso e confermato impegni in questa direzione, affinché si attivi non appena lo scacchiere del Governo sia completo.

Invece di correr dietro a questo Piano – prosegue la Boccardo – ci si impegni piuttosto a redigere un piano del fabbisogno delle prestazioni per evitare sprechi e ad usare al meglio le risorse disponibili che sono ancora ferme e chiuse in qualche capitolo, mettendo a disposizione di tutte le strutture ospedaliere le economie assegnate dal Ministero per l’abbattimento delle liste d’attesa. E mentre reparti come ad esempio la Radioterapia del Gemelli vanno in difficoltà per carenza di budget ed assenza del piano del fabbisogno.

Ancora una volta in questa regione si naviga a vista! Noi della UIL facciamo ancora una volta appello al buon senso e ricordiamo che tutto questo si gioca sulla pelle di cittadini, malati e anziani che hanno diritto ad essere curati in Molise e non fuori regione, da una sanità pubblica di qualità.

Non possiamo più sentire di molisani che devono andare a curarsi a Napoli o Pescara o altrove per patologie che potremmo trattare qui, oppure morire sulle ambulanze del 118, servizio ormai ridotto al lumicino, a causa di patologie tempo dipendenti.

Davvero speriamo che la nostra classe dirigente, almeno per una volta – conclude la Boccardo – , faccia e non parli soltanto per fermare questo POS, visto si parla di sopravvivenza.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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