
CAMPOBASSO – Sanità e Pos sotto il tiro di un attacco senza ritorno.
Un quartetto staccatosi ormai da qualche tempo dalla maggioranza, Iorio, Micone, Cefaratti e Romagnuolo, è pronto questa volta a fare sul serio e a preparare un atto di sfiducia al presidente Toma in caso non riveda il Programma operativo sanitario nei suoi contenuti più specifici e soprattutto nella parte che riguarda la chiusura di emodinamica al Veneziale di Isernia, del punto nascita al San Timoteo di Termoli e a quanto serve per assistere e fronteggiare al meglio situazioni improvvise e invasive riguardanti la chirurgia vascolare e le malattie tempo dipendenti spostate con il Pos inevitabilmente nella mobilità passiva verso strutture extraregionali.
Una settimana decisiva quella che sta per iniziare, quindi, che mette con le spalle al muro il Governatore Toma al centro di una tempesta generalizzatasi sul territorio, dai sindaci, sindacati, associazioni, gente comune alle massime istituzioni locali che chiedono con insistenza e forza il ritiro del Piano e la sua correzione attraverso un diverso confronto comune. Tanto chiedono in particolare i 4 consiglieri regionali Iorio Cefaratti Micone e Romagnulo che si aspettano a questo punto comunicazioni immediate in tale senso, come hanno riferito pubblicamente ieri mattina, pronti a mettere nero su bianco in Consiglio regionale per la sfiducia con un tutti a casa che a questo punto avrebbe un margine ampio di voti potendo contare sul loro consenso e degli otto componenti della minoranza: Pd e M5S.
Ovviamente come primo approccio a questa situazione di fatto generatasi in regione su vasta scala, Toma ha ribadito che un Piano non ancora validato da un decreto commissariale non può essere ritirato e che lo stesso programma sanitario 2022-2024 può essere ancora osservato in un arco di tempo seppure breve. Una rassicurazione che evidentemente non basta e non rassicura alcuno poichè la richiesta è quella di riportarlo immediatamente in mezzo ad una valutazione sociale e tecnica che impegni l’intero territorio regionale. Da qui e tanto suona come un rafforzativo, la richiesta ai Parlamentari molisani chè si facciano intermediari convinti e capaci di convincere i Ministeri competenti della salute e delle Finanze, di rivedere la situazione sanitaria molisana dal suo deficit, dalle situazioni creatasi con il decreto Balduzzi del Governo Monti fino alla riconfigurazione attuale delle strutture sanitarie soprattutto quelle ospedaliere.
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