Giornata della Memoria – Il ricordo e il dolore nel ventennale della tragedia

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SAN GIULIANO DI PUGLIA – Momenti intensi e un’ampia partecipazione hanno caratterizzato una giornata di ricordo e commozione.

Ore 11.32, il tempo si ferma di nuovo in Molise, come 20 anni fa. I rintocchi della campana degli angeli infrangono un silenzio surreale e ricordano una ad una le vittime della tragedia che nel 2002 segnò indelebilmente la storia del Molise e fece il giro dei media di tutto il mondo. Ogni rintocco è un nome, in memoria dei bambini e della maestra che persero la vita. Ad ogni rintocco un brivido, una lacrima che si perde nel cimitero gremito di gente.

Quel giorno a scuola c’erano 56 alunni, 4 insegnanti e due bidelle. Dopo il sisma, sotto le macerie persero la vita 27 bambini e la maestra Carmela Ciniglio. Un’intera generazione spazzata via, quella degli angeli di San Giuliano il cui ricordo scandisce oggi i momenti di una giornata nella quale amarezza e sconforto si leggono nei visi e negli occhi delle tantissime persone presenti.

Il suono delle sirene delle ambulanze, che richiamano l’arrivo dei primi soccorsi giunti sul posto, si insinuano nelle orecchie e nella mente dei presenti rievocando ricordi laceranti. È il segnale che dà il via alla processione dal cimitero fino al Parco della Memoria, sorto nel punto in cui sorgeva la scuola Jovine e nel quale oggi le targhe commemorative portano la scritta: ““Nessun giorno vi cancellerà dalla memoria del tempo”.

Il ricordo è più vivo che mai. La commozione, nel ventesimo anniversario della tragedia, traspare dai visi e dalle parole dei semplici cittadini e dei tanti rappresentanti istituzionali giunti a San Giuliano: circa 25 sindaci del territorio, il presidente della Giunta regionale Donato Toma, gli onorevoli Lorenzo Cesa e Elisabetta Lancellotta, l’assessore regionale Quintino Pallante, il sindaco di Campobasso Roberto Gravina, l’europarlamentare Aldo Patriciello, la Protezione Civile con il capo del Dipartimento nazionale Fabrizio Curcio e naturalmente le associazioni, le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco in rappresentanza degli eroi che si ritrovarono a scavare a mani nude nel disperato tentativo di estrarre i bambini dalle macerie.

Nella giornata di ieri era giunto a San Giuliano anche Guido Bertolaso, capo della Protezione civile all’epoca della tragedia, che si è recato in visita privata al cimitero.

Il commento di Fabrizio Curcio: “Dopo vent’anni è stato fatto qualche passo avanti ma c’è tanto da fare. Dobbiamo impegnarci tutti per evitare queste tragedie. La sicurezza delle scuole deve davvero fare dei passi in avanti importanti. La sicurezza non può attendere. Noi siamo un pezzo del paese e un pezzo della politica. Sono immagini drammatiche per tutti, non si comprende come nel 2022 questo possa accadere. Dobbiamo investire tanto”.

È stato fatto molto, ma c’è ancora tanto da fare – ha commentato il sindaco di San Giuliano di Puglia Giuseppe Ferrante – basti pensare che più del 70% delle scuole italiane è stato costruito negli Anni ’70 e ha problemi antisismici. La vicenda di San Giuliano dovrebbe insegnare qualcosa.”

Sull’argomento si è espresso l’assessore regionale Quintino Pallante: “Chiedo scusa a tutti perché non è stato ancora fatto abbastanza. Bisogna fare qualcosa in più e per questo chiedo scusa a tutti i genitori, il mio impegno è fare molto di più per le scuole molisane”.

“Questo è il giorno della riflessione – ha dichiarato il governatore Donato Toma, visibilmente commosso – il giorno in cui bisogna ricordare e fare tesoro di ciò che è accaduto perché non succeda mai più”.

Il parlamentare Lorenzo Cesa ha partecipato alle commemorazioni rilasciando un breve commento: “E’ un ricordo molto intenso per me, anche se non sono molisano. È stata un’emozione fortissima. Ricordo questo giorno avendolo visto per televisione ma viverlo dal vivo è stato toccante. Non bisogna mai dimenticare un dramma che colpì tutta l’Italia al fine di evitare che ricapiti. Bisogna fare molto di più per la sicurezza nelle scuole anche se qualcosa si è mosso negli ultimi anni. Il ricordo non deve essere fine a sé stesso, ma deve spingere ad andare avanti garantendo maggiore interesse a questi temi”.

Tra i messaggi più toccanti, quello di Luca Ianiri, figlio di Carmela Ciniglio, l’unica insegnante che ha perso la vita nel crollo della scuola: “A nome di coloro che portano addosso i segni visibili e invisibili di quel triste evento, che ha pregiudicato tristemente, non solo la comunità di San Giuliano di Puglia e il Molise ma l’intero paese, incapace di superarla per proteggere il futuro della propria nazione – lui scrive al presidente Mattarella a nome delle tante vittime di eventi disastrosi che si sono susseguiti- mi domando se si possa discutere di progresso. A distanza di vent’anni parlare di crolli di soffitti, di aule, di tragedie evitate, come la più recente situazione dell’università di Cagliari, e rifletto se San Giuliano di Puglia e le altre tragedie del nostro paese non bastassero per ribadire un diritto, il diritto alla sicurezza e all’incolumità, il diritto alla vita”. Il messaggio è stato anche inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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