REGIONE – Pos, mozioni e null’altro. Toma sebbene tutto, fa buona guardia

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CAMPOBASSO – Mozioni, ancora mozioni, sulla sanità: Sul Pos, in Consiglio regionale, prove tecniche di sfiducia, (ma quale sfiducia!) prove tecniche di nulla, prove tecniche di un gran guazzabuglio.

Ed ecco altri due atti di indirizzo come tanti che nel corso di 5 anni non hanno trovato alcuna concretezza nei fatti. Una del M5S su cui sembra allinearsi addirittura anche il Governatore Toma che chiede il ritiro del Programma sanitario operativo, una revisione della mobilità attiva attraverso intese diverse nella sostanza con le Regioni attive dove si rifugiano le prestazioni dei Molisani e il blocco dell’extrabudget e il restringimento del perimetro finanziario con le strutture private, per tenere a freno il passivo in sanità.

La seconda quella di Micone, Cefaratti, Iorio e Romagnuolo, un quarto di maggioranza, che punta il dito sull’assenza di confronto del Commissario Governatore con tutte le forze sociali istituzionali e a quant’altri sono coinvolti nel Pos.

Una mozione quest’ultima che potrebbe apparire come una presa di posizione politica, l’ennesima, tutta di traverso alla maggioranza ma che al momento risulta un’area di pura discussione accademica che confluisce nel solito atto di indirizzo, solo tale, che seppure approvata rimarrà lì a fare il palo ad un contesto politico che ormai guarda alle prossime elezioni regionali e che ormai non contiene i tempi per rivoluzionare un settore che in 5 anni ha visto i film di mozioni e interrogazioni, fuochi di paglia inutili e improduttivi.

Toma ora comincia a fare l’equilibrista non sa dove girarsi come affrontare una situazione diventata pesante nel momento in cui potrebbero essere toccati i poteri e i budget  della sanità privata ma allo stesso tempo manda, virtualmente,  avanti maggioranza e minoranza per cercare un programma operativo sanitario che può essere al momento solo rattoppato sulle esigenze inderogabili dei maggiori ospedali regionali e da qui prendere tempo per un intervento più massiccio che non potrebbe diventare pienamente attuativo in spazi temporali di 3 o 4 mesi. Il Pos è a Roma sui tavoli dei Ministeri della salute e del Mef, il Governatore riferisce di voler chiedere “un’assistenza” di un tavolo ministeriale per portare le istanze territoriali ma dove evidentemente sa anche di trovare poche possibilità di marcia indietro. Per un deficit che viaggia su cifre in crescendo anno per anno l’obbligo è quello di tagliare.

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