IL BLOG DEI RUNNERS – Vi racconto la mia 100 km delle Alpi

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A cura di Antonella Ciaramella, Campionessa italiana di Combinata Individuale di Ultramaratona, 6h+50km

La distanza della maratona (42km 195m) viene definita la “regina” delle distanze … per gli ultramaratoneti (ossia coloro che corrono distanze superiori alla classica maratona ) la 100km è la distanza suprema.

Una ultramaratona di 100km, difficile o impossibile per molti, non è una distanza qualunque e anche solo raccontarla richiede tempo, tempo di elaborare tutti i pensieri e quanto vissuto “nel lungo viaggio  a tre cifre”.

La voglia di attaccare un pettorale ed intraprendere una gara così lunga deve partire da molto lontano, dalla volontà e dalla consapevolezza, dal coraggio e dalla fiducia che piano piano trasformano le ore dedicate agli allenamenti di corsa in realtà e concretezza, dove ogni dettaglio renderà questo grande sforzo fisico un ricordo indelebile oltre che un tassello importantissimo all’interno del percorso di un ultramaratoneta.

Una 100km non si improvvisa, il traguardo lo devi volere e devi “volere” affrontare  tutte le avversità quando si presenteranno, perché gli imprevisti fisici e mentali nel mezzo di una distanza lunghissima come una 100km possono accadere anche ai migliori campioni.

E anche se all’arrivo la frase tipica sarà “Non correrò mai più una distanza così” , basterà la medaglia al collo e qualche minuto per riprendere fiato e realizzare la grande impresa fatta, per cancellare la fatica e l’inevitabile sofferenza affrontata.

Oggi vi voglio raccontare la mia ultima gara di 100km dello scorso 8 ottobre, la 100km delle Alpi a Torino, Campionato Italiano Fidal di 100km.

Dopo aver corso la cosiddetta 100km “più bella del mondo”, la 100km del Passatore a Maggio (da Firenze a Faenza) decido che non era abbastanza. Volevo migliorare il mio tempo di 11ore e 22minuti, preparami al meglio e rivivere l’esperienza di correre di nuovo quella distanza.

Dedico l’estate all’ultramaratona. Mi preparo con ragionevolezza, con allenamenti mirati e tabelle ma sempre con il mio metodo che consiste nell’allenarmi durante le ore più calde della giornata e così dalla 100km del Passatore a maggio, alla 100km delle Alpi ad ottobre, partecipo alla 6 ore di Chieti (con 65km corsi), alla 50km del Gran Sasso, alla 50km del Gargano e, giusto una settimana prima della 100km delle Alpi, alla Maratona di Pescara, gare che sfrutterò per aumentare i km settimanali e trascorrere quante più ore possibili sulle gambe, dal momento che l’ultramaratona richiede un adattamento fisico e mentale come preparazione.

I mesi trascorrono abbastanza velocemente e tra una gara e l’altra (con ottimi risultati e podi)  c’è molta attesa che rende il percorso verso la 100km di Ottobre più interessante!

Mi concentro sugli allenamenti di corsa ma anche sull’alimentazione che è la benzina di ogni atleta di lunga distanza ed in particolar modo l’alimentazione in gara che, perfezionata al meglio, diventa un punto di forza. Per la mia esperienza in gara ho studiato un’alimentazione principalmente di tipo liquido: gel di carboidrati e sali minerali.

Trovarsi alla partenza di una gara attesa è sempre una grande emozione e nonostante i tanti preparativi fisici e mentali, commettere qualche errore potrebbe essere una delle conseguenze. Come ad esempio sostenere un’andatura leggermente più veloce del previsto , in una distanza così lunga, potrebbe portare a risentirne a metà gara, compromettendone il risultato finale.

Il giorno della gara, alla 100km delle Alpi, sono molto carica e alla partenza l’emozione tra tutti i partecipanti è tangibile, oltre che la concentrazione e la  voglia di competere e di confrontarsi.

Indossando la maglia della mia società, l’atletica Venafro e con la consapevolezza di non aver lasciato nulla al caso parto per questo “viaggio” che si svolgerà all’interno del Parco del Valentino a Torino, sulle sponde del Po, tra scoiattoli e natura.

I primi 50km scorrono velocemente nonostante il percorso per nulla facile, un cedimento del terreno infatti farà sì che il percorso venga modificato aggiungendo una scalinata da ripetere ad ogni giro che allungherà il percorso di ben 2km. Capisco subito che questa non sarà la gara dove migliorerò, come invece mi aspettavo, il mio miglior tempo sulla 100km ma sono certa che farò comunque un ottimo risultato.

Per le prime 4/5 ore, porto avanti la gara così come l’avevo immaginata: mi alimento ogni mezz’ora con sali , gel e frutta secca, portando sempre con me una borraccia d’acqua con cui mi idrato frequentemente con piccoli sorsi. Al 65esimo km arriva il primo cedimento mentale, la mente diventa il muro che vorrebbe impedirti di andare avanti ma è qui che inizia l’ultramaratona ed è qui che ripenso ai sacrifici fatti, alle ore di corsa… e con le mie piccole strategie ne riesco ad uscire.

Verso l’ 80km mi sento di nuovo in piena forma tanto da pensare di aver appena iniziato ma la gara volge quasi al termine e inizia a scendere la sera sul Parco del Valentino. I km mancanti sono circa 20, guardo poco il crono e non ho nemmeno ben chiara la mia posizione in classifica tanto immersa in questa esperienza.

Il traguardo dei 100km (anzi dei 102km a causa della deviazione) avverrà sotto la pioggia: 9 ore e 52minuti, 4^ donna assoluta e 1^ di categoria SF !

Sembra impossibile finché non accade …“una ne penso e 100ne faccio”!!!

 

 

 

Al prossimo giovedì… Stay tuned!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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