EOLICO – In arrivo un mega impianto in Basso Molise

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TERMOLI – La concessione demaniale marittima per 40 anni è stata richiesta dalla Maverick srl di Milano.

Un maxi eolico offshore da 1800 Mw a 25 chilometri dalla costa, con l’installazione di 120 aerogeneratori galleggianti nel tratto di mare che si estende tra Montenero di Bisaccia e Campomarino.

Dopo le tante polemiche e le discussioni politiche che hanno interessato il Basso Molise ed in particolar modo Campomarino nell’estate del 2021, torna in auge la problematica relativa alla nascita di parchi eolici in un territorio che fa del paesaggio e delle attrattive turistiche un caposaldo importante.

La notizia è emersa a seguito dell’avviso pubblicato dalla Capitaneria di Porto di Termoli inerente la presentazione, entro 30 giorni, di osservazioni o opposizioni al progetto presentato dalla Maverick srl di Milano.

Il progetto prevede il coinvolgimento di gran parte della costa molisana in quanto la concessione demaniale è stata richiesta per 40 anni, al fine di avviare la produzione di energia elettrica al largo dei quattro comuni adriatici.  La produzione sarà propedeutica anche alla fornitura di energia per una nuova centrale a idrogeno a Campomarino.

I 120 aerogeneratori, dal diametro di 236 metri, saranno in grado di sviluppare una potenza unitaria pari a 15 MW e dovrebbero essere installati su piattaforme galleggianti da 150 metri d’altezza, posizionate a circa 25 chilometri dalla costa, per una potenza elettrica lorda pari a 1.800 MWE.
Il progetto prevede la realizzazione di due Stazioni Elettriche Utente per la trasformazione a Mare dell’impianto eolico. Da qui partirà un elettrodotto in cavo sottomarino ad altissima tensione (400 kV), che insieme ai due elettrodotti uscenti dalla SE dedicata alla sezione di impianto A, si dirigono con approdo sulla costa situato nei pressi dell’abitato del Comune di Termoli vicino il canale di bonifica del consorzio posto a circa 200 metri dalla foce del fiume Biferno. Nelle vicinanze del punto di sbarco verrà realizzato un pozzetto interrato di giunzione per la transizione da cavo marino a cavo terrestre e da lì in poi il cavo proseguirà con posa interrata su strada per circa 7 Km.
Un’opera dal forte impatto, anche dal punto di vista ambientale, in quanto ricadente su un’area complessiva pari a 295.265860,21 mq.
Proprio le ricadute paesaggistiche e ambientali potrebbero far sorgere dibattiti e discussioni in ambito politico.
A tal proposito si registra già la posizione contraria del Comitato Civico per la Salvaguardia del Territorio Molisano, nato a Campomarino lo scorso anno e guidato dal parroco Nicola Pietrantonio che sostiene di opporsi alla prevista realizzazione dei parchi eolici nei territori del Basso Molise.

M.A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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