
VENAFRO – Ieri si è svolta la conferenza stampa di fine anno dell’associazione LABORATORIO 86079.
I rappresentanti si sono riuniti nella splendida cornice della Dimora Del Prete di Belmonte, nel cuore del centro storico di Venafro, dove hanno fatto il punto sul lavoro compiuto nel primo semestre dalla sua nascita e hanno anticipato le attività che vedranno luce nel prossimo anno, fino all’appuntamento elettorale delle comunali 2023.
“Gli incontri che abbiamo avviato da giugno nelle frazioni e nel centro storico – hanno spiegato dall’associazione – unitamente ai dibattiti su villa comunale e urbanistica, ci hanno fatto acquisire maggiore consapevolezza dello stato attuale e delle potenzialità di Venafro.
Le nostre attività, sempre improntate ad un metodo dialogico, aperto, quindi, al confronto con i cittadini, proseguiranno nei prossimi mesi, quando incontreremo commercianti, parti sociali, persone con disabilità motoria, nonché approfondiremo i temi centrali per il futuro del nostro paese, in particolare turismo e centro storico. Quest’ultimo nello specifico, nella nostra visione di città, dovrebbe rappresentare il principale volano economico, anche in considerazione del notevole patrimonio storico-artistico che rientra nel suo perimetro.
Le cennate attività ci consentiranno di redigere un programma elettorale calibrato sulle priorità da affrontate nell’immediato, per restituire dignità, speranza, fiducia e colori a questa città sprofondata in un totale grigiore.
Ad ogni modo, la nostra indignazione non si fermerà alle parole, ma proseguirà con proposte e iniziative concrete e fattibili.
Proprio in questa ottica vogliamo rendere al cittadino un importante servizio: l’informazione. Ebbene, occorre essere chiari sulle condizioni contabili-finanziarie del nostro comune, perché queste sono determinanti per dare concretezza alle proposte, distinguendo quelle serie dai soliti, noti spot elettorali.
Il rendiconto 2021 (approvato lo scorso giugno) consegna un quadro preoccupante, giacché al disavanzo di cui al piano di riequilibrio, si affianca quello derivato dall’attuale gestione, nonché, in aggiunta, debiti fuori bilancio, quindi, in definitiva un comune in grave deficit.
Le altisonanti rassicurazioni di avere evitato il dissesto, per l’accoglimento del ricorso proposto alle sezioni riunite della Corte dei conti dall’attuale amministrazione avverso la delibera con cui la sezione regionale di controllo negava l’approvazione del piano di riequilibrio, sono del tutto fuori luogo: sono impiego strumentale e distorto di una vittoria di Pirro.
Al contrario di quanto dichiarato, infatti, visto l’attuale quadro contabile-finanziario le stesse sezioni riunite della Corte dei conti hanno preavvertito che il dissesto potrà conseguire in automatico al mancato raggiungimento del riequilibrio finanziario dell’ente al termine del periodo di durata del piano stesso, ossia il 2023.
Termine che coincide con fine mandato per l’attuale amministrazione.
Per cui verrebbe da pensare che probabilmente aver scongiurato, per ora, il dissesto sia piuttosto servito ad evitare che la bomba ad orologeria esplodesse nelle mani degli attuali amministratori, con ciò ponendosi a riparo dalla conseguente gogna mediatica e politica; politica anche in ragione dell’incandidabilità e interdizione ad assumere incarichi, che, a norma del TUEL (ART. 248, co. 5) colpisce sindaco ed amministratori che abbiano concorso al dissesto dell’ente locale.
Le condizioni attuali richiedono grande serietà e onestà, verità nelle proposte da presentare agli elettori, poiché gli spot elettorali hanno grandemente stancato il cittadino deprivato, da almeno un decennio, di beni e servizi che gli spettano per godere di un’apprezzabile qualità della vita.
A riguardo rileva un dato allarmante, che i cittadini purtroppo conoscono per esperienza diretta: la classifica 2022 del sole 24 ore sulla qualità della vita nelle città e province di Italia certifica per la provincia di Isernia, Venafro compresa, la collocazione alla penultima posizione (106/107! ).
Infine, vogliamo appagare la curiosità dei tanti che, sempre più spesso, ci chiedono una chiara indicazione del candidato sindaco.
Precisiamo che in questo momento siamo concentrati sul dialogo con i cittadini, quindi sulle esigenze e primarie necessità della nostra città. Ci interessano obbiettivi politici e programmatici, risposte tangibili e concrete a problemi mai risolti.
Volendo utilizzare una metafora, avere già ben chiaro un candidato sindaco sarebbe come voler costruire un edificio partendo dall’alto. Ebbene noi siamo giustamente concentrati sulle fondamenta, affinché il nostro progetto sorga stabile e duraturo.
Il sindaco dovrà essere la naturale espressione di un progetto condiviso, il garante del nostro programma elettorale, che sarà frutto di un lavoro di squadra, quindi, il garante dell’osservanza dell’impegno che prenderemo con i cittadini che aderiranno al nostro programma.
Del resto, oltre al sindaco servono anche 16 consiglieri seriamente intenzionati ad impegnarsi anima e corpo per Venafro.
Le comparse e gli alzatori di mano non occorrono per il percorso che ci apprestiamo ad intraprendere”.
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