EVENTO – “Un altro Molise è possibile”: organizzato un Festival della Resistenza molisana

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CAMPOBASSO – L’associazione politico-culturale “Un altro Molise è possibile” ha organizzato un Festival della Resistenza molisana.

L’associazione politico-culturale “Un altro Molise è possibile” ha organizzato un Festival della Resistenza molisana; si sono incontrati giovani attivisti da tutta le regione per mettere fine all’invisibilità a cui li ha condannati una classe dirigente senile e inadeguata

Il Festival della resistenza molisana è cominciato intorno alle 16,30 di martedì 20 dicembre a Campobasso, all’ex Onmi in via Muricchio, sparpagliato fra l’Alphaville che ha ospitato i circa 40 interventi in programma, la sala espositiva gestita dall’associazione Malatesta dove sono stati allestiti banchetti espositivi a cura di aziende condotte da giovani che hanno portato le loro produzioni e il Blow up, il bar della struttura, dove si è esibito un trio jazz composto da docenti della Thelonius Monk, la storica scuola di musica che organizza i suoi corsi nei locali attigui al bar.

Dell’intervento introduttivo si è incaricato Biase D’Andrea, presidente dell’associazione politico-culturale “Un altro Molise è possibile”, titolare di una iniziativa che ha chiamato a raccolta giovani da tutto il Molise che operano in agricoltura, nel turismo, nella ricerca e in ambito culturale.

“I giovani nel Molise sono invisibili”, ha sottolineato polemicamente D’Andrea, che poi ha auspicato la partecipazione attiva delle giovani generazioni alla vita pubblica, che non può più essere amministrata dai soliti nomi che ci sguazzano da decenni, mentre accompagnano la nostra regione a un declino fatto di abbandono e di spopolamento.

Dopo il suo intervento brevissimo e compendioso, ha passato microfono e parola a Corrado Del Torto, a sua volta dirigente di “Un altro Molise è possibile”, giovanissimo consigliere comunale di Guglionesi, costretto a trasferirsi a Roma per lavoro, ma che alimenta e coltiva con dedizione ed entusiasmo il rapporto col suo paese d’origine.

Del Torto ha condotto la serata con garbo e discrezione, presentando la quarantina di protagonisti che si sono avvicendati con interventi sviluppati su un impianto comune: la partenza dal Molise per lo studio o per il lavoro, spostamenti e viaggi in diversi paesi stranieri e poi un rientro nella regione d’origine, consapevole delle esperienze maturate per mettere a frutto le numerose e sofisticate competenze acquisite.

La fattoria sociale Il giardino dei ciliegi di Montemitro di Maurizio Marino è stata la prima realtà a raccontarsi in collaborazione con la cooperativa di comunità “Rika” ancora da Montemitro; a seguire Laura Fanelli, illustratrice editoriale che si occupa anche di laboratori artistici e mostre per adulti e ragazzi autrice dell’evocativo manifesto che ha annunciato il Festival. Carmen De Luca, per “Un altro Molise è possibile”, è intervenuta sulla violenza maschile e di genere.

La serata è continuata con la performance di “Scarabocchio Lab” di Bojano; Roberto De Lena da Termoli, ha presentato poi le attività della “Città invisibile” e della comunità “il noce”, che svolgono interventi in favore di persone adulte emarginate; l’associazione Cisav (Centro indipendente studi alta valle del Volturno) che studia il territorio per favorire la “coscienza di luogo” ha presentato la sua rivista “Saperi territorializzati”; il collettivo “Fuori genere” di Termoli ha illustrato il suo progetto politico e culturale.

La kermesse è continuata con la performance di Francesca Fiori e Brici, che hanno recitato una “poesia sonora”; Silvana Maglione per la Caritas ha poi illustrato le attività e i servizi di prossimità sociale organizzati dall’associazione cattolica nella città di Campobasso; di recente, oltre alla “Mensa degli angeli” che accoglie chiunque abbia bisogno di un pasto caldo, ha visto la luce l’”Emporio popolare” dove famiglie bisognose possono ritirare gratuitamente generi di prima necessità.

A seguire Antonio D’Andrea, per l’associazione Auser “Vivere con cura – scuola di vita ecologica” ha presentao il lavoro che il sodalizio svolge soprattutto nell’alto Molise, auspicando un deciso

cambio degli stili di vita e dei consumi in senso ecologico nella nostra regione. Marco Cacciavillani poi, per “Ama Green”, ha presentato le attività della sua azienda agricola agnonese che opera in maniera multifunzionale, ottemperando alla filosofia e ai criteri della sostenibilità ambientale. Carmine Pietrangelo per il “Collettivo divergente” (Venafro), ha denunciato le responsabilità politiche trasversali che hanno determinato la situazione emergenziale in cui si trova la valle del Volturno per l’inquinamento generato da diverse fonti e la sanità molisana ridotta ormai al lumicino; Loredana Costa per l’ass. “Dalla parte degli ultimi” che si occupa di accoglienza dei migranti, ha sottolineato il valore e il significato dell’iniziativa in via di svolgimento, e ha auspicato che si operi in questa direzione sempre più convintamente.

E’ stata poi la volta di “Frydays for future”, l’associazione fondata dall’attivismo di Greta Tumberg, anche nel Molise punto di riferimento giovanile per le battaglie sull’ambiente.

Matteo Fallica, un attivista civico ha ricordato alcune battaglie per i diritti civili che lo hanno visto impegnato e ha auspicato un maggiore coinvolgimento dei giovani nella vita pubblica per riformare radicalmente la politica e la sua rappresentanza. E’ interventuro poi il Comitato “Albanova volturni” che si occupa della tutela del paesaggio e dell’ambiente nelle terre lambite dal fiume Volturno.

Pippo Venditti e Andrea Avorgna, della “banda della asciona”, hanno letto un testo sul Molise di Adelchi Battista; Michele Fratino per Just MO’, un’impresa creativa che opera in diversi ambiti, ha presentato i progetti realizzati dalla cooperativa e quelli in gestazione.

Ha preso poi la parola Sebastiano Di Maria, tecnologo alimentare e docente, numeri alla mano, ha detto di come l’agricoltura molisana abbia bisogno di programmazione strategica, in modo che possa indirizzare e condizionare positivamente il futuro della nostra piccola regione minacciata; l’AGNG, associazione giovanile nuova Guglionesi ha poi presentato un innovativo progetto culturale inaugurato l’anno scorso, che sarà riproposto anche quest’anno; il Collettivo femminista “Fuori rotta” di Termoli ha poi presentato le motivazioni e il progetto del loro sodalizio.

A seguire Teresa D’Ascenzo ha illustrato l’impianto e gli esiti del suo progetto di Forest bathing therapy – benessere psicoemotivo, cura della persona, che punta a una nuova alleanza fra l’uomo e la natura.

Giulia De Felice, ha presentato poi il progetto de il “Giardino Artistic Farm” di Rotello, una fattoria artistica che organizza eventi con location nella natura e turismo rurale e che produce olio extravergine di oliva; a seguire Giorgio Gagliardi, in rappresentanza del Circolo ANPI Primo Levi di Guglioknesi, ha presentato il distretto di “economia civile” costituito di recente nel suo comune. A seguire Mariachiara Saporito e Anna Sivilla (Campobasso) hanno dato vita una performance di danza e poesia; è stata poi la volta di Plastic Free Onlus di Termoli, che si occupa di sensibilizzazione e contrasto all’inquinamento innanzitutto da materiali plastici; Michela Cerbaso ha poi raccontato l’attività dei “Giovani per Agnone democratica”.

A seguire Angelo Pastorini, per l’azienda agricola “Oro frentano” di Larino, ha presentato le attività della sua azienda orientata alla produzione di olio extravergine di oliva biologico e al turismo rurale. E’ intervenuto poi Carmine Mastropaolo, ferroviere e sindacalista, che in maniera semplice e comprensibile, ha illustrato le linee guida di un’altra maniera per progettare il piano del Trasporto Pubblico Locale nella nostra regione; è stata presentata poi Radio Cassu, una web radio di Montenero di Bisaccia, che vive per l’impegno di 25 giovani del luogo. Adamo Ciarallo poi, un maestro di danza blues che opera in vari paesi del mondo, ha parlato di Good time blues fest, un festival di ballo e musica blues, che l’anno scorso a Guglionesi ha portato 250 appassionati, anche dall’estero, che fra l’altro hanno corroborato la stagione turistica non solo locale.

Infine, la Wild Life School (Settore nazionale ASI Survival Bushcraft) ha presentato il suo programma che si occupa di formazione e di ambientalismo. Le presentazioni si sono avvicendate fino alle 22,30, quando l’“eroico” e ancora numeroso gruppo rimasto, consumando un’apericena, ha fatto visita agli stand espositivi ancora aperti, prima di concludere la serata con l’ascolto di un concerto jazz di ottimo livello.

 

C.C.

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