
TERMOLI – La “Rete della Sinistra” termolese ha tenuto questa mattina un presidio all’ingresso dell’ospedale San Timoteo.
Le difficoltà della sanità molisana, emerse ancor di più durante i due difficili anni di pandemia, costituiscono una problematica che appare sempre più di difficile risoluzione.
In particolare, l’ospedale San Timoteo di Termoli è da tempo afflitto dalla carenza di personale, una circostanza che ha causato, da lunedì scorso, il blocco degli interventi in regine ordinario a causa della carenza di anestesisti.
La carenza di personale, inoltre, si è estesa anche ai primari, con la grossa difficoltà di reperire personale a causa dei bandi che risultano sempre deserti, poiché vengono offerti solo posti a tempo determinato e senza prospettive.
A manifestare contro questa situazione è stata l’organizzazione della “Rete della Sinistra” termolese, guidata dalla capogruppo in Consiglio comunale Marcella Stumpo, che alle 10.30 di questa matttina ha organizzato un piccolo presidio – conferenza stampa dove è stato denunciato il silenzio sul caso del San Timoteo.
“La situazione – ha dichiarato Marcella Stumpo – stà raggiungendo livelli allarmanti: ad oggi ci sono solo quattro anestetisti mentre dieci anni fa ce ne erano quindici. Per garantire gli interventi il numero minino sarebbe di almeno dieci anestetisti. Tutti i reparti sono in sofferenza e i bandi di concorso dell’Asrem vanno sempre deserti. Anche la mancanza di primari è un grave fattore di insicurezza e di destabilizzazione. Ciò che indigna maggiormente è il silenzio, nessuna voce si è alzata a livello regionale, provinciale o comunale. Sembra che sia stata già decisa la morte di questo ospedale, anche a causa della gestione di Oreste Florenzano, una gestione che noi riteniamo inappropriata”.
Sotto accusa anche l’autonomia differenziata così come disegnata dal Governo che, secondo gli organizzatori dell’incontro, darebbe il colpo di grazia alla sanità molisana: “Toma dovrebbe leggere bene il decreto perchè con l’autonomia differenziata la maggior parte dei fondi andrà alle Regioni del nord mentre una Regione commissariata come la nostra vedrà il proprio budget ancor più decurtato”.
M.A.
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