EVENTO – Carabinieri e Scuola uniti per dire “NO” a Bullismo e Cyberbullismo

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BOJANO – Nella mattinata di martedì 07 febbraio, 70 alunni delle classi I e II dell’Istituto di Istruzione secondaria superiore “Lombardo Radice” di Bojano, hanno incontrato i Carabinieri, in occasione della Giornata Mondiale contro il Bullismo e Cyberbullismo.

L’iniziativa, voluta dall’insegnante Italia Cav. Martusciello e coordinata dalla dirigente scolastica Dott.ssa Anna Paolella, dell’Istituto Radice, si innesta nel progetto denominato “Cultura della Legalità”, da anni intrapreso dall’Arma dei Carabinieri con l’obiettivo di contribuire a sviluppare nei giovani la coscienza sociale basata sul rispetto dell’altro, delle regole e delle leggi.

L’occasione per fare “sistema” e rinsaldare quella sinergia fondamentale ed ineludibile tra Scuola e Legalità, era sicuramente propizia, atteso che si è giunti alla terza edizione del concorso “TIENILO SEMPRE ACCESO”, riferito naturalmente al cervello.

Un percorso sulla prevenzione del bullismo e cyberbullismo, coordinato dalla prof.ssa Martusciello, con il coinvolgimento del team digitale dei professori Antonio Delli Carpini, Daniele Muccilli e Alessio Papa.

Il concorso era diretto agli alunni delle classi prime dell’istituto, che avevano seguito seminari sul delicato e attuale fenomeno, che assume sempre di più i connotati di un problema sociale.

Nel corso dell’odierno incontro, i relatori sono stati il Ten. Antonella Petrella, psicologa in servizio alla Scuola Allievi dei Carabinieri di Campobasso e il Cap. Edgard Pica, Comandante della Compagnia Carabinieri di Bojano, che al termine hanno premiato gli alunni vincitori del concorso.

Il Ten. Petrella ha focalizzato il suo intervento sulle “emozioni”, tra le quali si annovera anche la “paura”, quella di subire vessazioni, prevaricazioni, ma anche quella vissuta dal “bullo” che per vincerla attacca … il più debole. L’attenzione dell’uditorio è stata accattivata con il racconto di un episodio della vita di San Filippo Neri, quando raccontava delle piume di una gallina nell’aia, molto difficili da raccogliere, una volta volate via, parafrasando così le foto o i video immessi in rete che in un attimo diventano “virali” senza alcuna possibilità di poter tornare indietro.

Il Cap. Pica, invece, dopo aver evidenziato come la vittima e il bullo hanno parimenti bisogno di aiuto, l’una per i traumi subiti e l’altro per gli ostacoli che incontrerà nella crescita, ha invitato gli alunni a riflettere su uno studio condotto da Dan Olweus, il quale giungeva a dimostrare come il 60% dei bulli tra la V elementare e la III media, all’età di 24 anni era stato almeno una volta in prigione. L’accento più marcato, però, è stato posto su uno degli “attori” più importanti del fenomeno Bullismo, ovvero “la massa silenziosa”, quelli che fanno finta di niente e si girano dall’altra parte, lasciando gli alunni con un interrogativo da porsi in ogni momento, specie quando si è in procinto di postare una foto o pronunciare una frase: “e se un domani fossi io la vittima?”.

Non poteva non essere presente all’evento il giovane bojanese Mario Amatuzio, insignito dal Presidente della Repubblica come “Alfiere della Repubblica” per essere, tra l’altro, da sempre in prima linea per favorire inclusione e contrastare il Bullismo, cha ha premiato alcuni vincitori.

In chiusura, la dirigente scolastica si è complimentata con gli alunni, sia per l’impegno profuso nelle fasi del concorso, che per l’attenzione e l’interesse dimostrate nel corso del seminario. Momenti e giornate come queste devono necessariamente essere sempre più frequenti per far si che il ricordo non rimanga legato ad una sola giornata, ma cresca in ciascuno un intimo convincimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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