Post sisma 2018, lo stop all’emergenza e al Superbonus bloccano la ricostruzione. De Chirico (M5S) chiama in causa anche Toma

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CAMPOBASSO – Interruzione dello stato d’emergenza e lo stop al Superbonus bloccano concretamente in Molise la ricostruzione post sisma del 2018.

Ad affermarlo il consigliere del Movimento Cinque stelle Fabio De Chirico che aggiunge “Il Commissario alla ricostruzione, Donato Toma, era pienamente a conoscenza che lo stop alla cessione dei crediti per i bonus edilizi avrebbe bloccato la fase di ricostruzione? Uno schiaffo normativo violento da parte del Governo Meloni al Presidente Toma e a tutti i commissari delle aree italiane colpite dal sisma.

Anche il cratere sismico del Basso Molise, infatti, viene penalizzato. Ai terremotati sgomberati dalle loro case, rese inagibili dal sisma del 2018, era consentito utilizzare il 110% per poter pagare le quote di “accollo”, cioè le quote eccedenti che il contributo per la ricostruzione non copriva.

Tutti sapevano di poter esercitare questo diritto, anzi a molti era stato consigliato di accedere al Superbonus “rafforzato” e di firmare contestualmente la rinuncia al Fondo regionale per la ricostruzione gestito dalla struttura commissariale molisana. Ora quel diritto è tristemente impedito dall’improvviso blocco delle cessioni dei crediti d’imposta. Il blocco del 110% sta così bloccando irreversibilmente anche la ricostruzione degli edifici danneggiati dagli eventi sismici del 16 agosto 2018.

Bisogna trovare una soluzione ma Toma è troppo preso da altre questioni, quindi le centinaia di cittadini basso molisane devono solo sperare in un dietrofront, in una revisione dell’incauto provvedimento. Con l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, causato da congiunture economiche del post pandemia, il contributo dello Stato è diventato nel tempo insufficiente.

Il Superbonus serviva anche a compensare gli interventi di riparazione, di miglioramento sismico e di ricostruzione. Ma ora quelle onerose quote residue dovranno essere a carico dei malcapitati terremotati, se nessuno darà una sveglia alla premier Meloni: e chi deve farlo se non i nominati commissari alla ricostruzione di tutte le aree sismiche d’Italia?

Per di più non è la prima volta che il Governo volta letteralmente le spalle ai cittadini molisani colpiti dal sisma, con la complicità inequivocabile della struttura commissariale. Il Governo Draghi, infatti, aveva deciso di chiudere, solo in Molise, lo stato di emergenza. Nelle altre aree sismiche simili (Catania 2018, Ischia 2017) lo stato di emergenza è ancora in corso.

Questo ha comportato, da agosto 2021, l’interruzione per le sole famiglie molisane sgomberate dalle loro case, dell’erogazione dei Contributi per l’Autonoma Sistemazione, i Cas: erano oltre duecento, fino a pochi mesi fa, le persone costrette a vivere in altre abitazioni e a pagare un affitto senza poter percepire l’indispensabile contributo dal Fondo statale per le emergenze.

A tal proposito, avevo già sollecitato in passato il Commissario Toma a riscontrare le norme che stabiliscono le sue funzioni, considerato che ai sensi del Decreto-Legge 32/2019 lui è intestatario della Contabilità Speciale nella quale confluiscono le risorse finanziarie destinate “a vario titolo”, non solo per la ricostruzione ma anche per l’assistenza alla popolazione: ad esempio all’articolo 9 lettera e) si fa esplicitamente riferimento ai contributi da erogare per far fronte agli oneri sostenuti dai soggetti che abitano in locali sgomberati dalle competenti autorità per l’autonoma sistemazione.

Insomma è il momento di richiamare l’attenzione su un’emergenza ancora in essere verso la quale il Commissario Toma ha sempre preferito delegare, nominando persino un consulente, ex consigliere regionale, che viene lautamente rimborsato con i soldi del Fondo statale.

La ricostruzione, che proseguiva già a rilento, ora è irreversibilmente bloccata. Ora la priorità è aiutare per famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie case e che sono costrette pagare canoni di locazione senza ricevere alcun aiuto dallo Stato. E questo è possibile perché le norme lo consentono.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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