CRISI VIBAC – Istituzioni a sostegno dei lavoratori, Della Porta: “Istituire tavolo ministeriale”

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TERMOLI – Si è conclusa la conferenza stampa convocata per questa sera dal sindaco Francesco Roberti.

Un incontro nato dalla forte preoccupazione che da alcune settimane affligge non solo le istituzioni locali, ma soprattutto tanti lavoratori e tante famiglie.

La Vibac di Termoli ha infatti deciso, a seguito di una riunione del coordinamento nazionale tenutasi lo scorso 7 marzo, di procedere al licenziamento di 126 lavoratori sui 142 attuali.

Le reazioni, soprattutto da parte dei sindacati e degli stessi lavoratori, sono state veementI ed hanno dato vita ad una serie di proteste e polemiche.

I licenziamenti colpiranno infatti lavoratori spesso non più giovanissimi e impiegati presso l’azienda del nucleo industriale di Termoli da molti anni. Si tratta quindi di una situazione che potrebbe avere risvolti significativi non solo sull’economia, in quanto i licenziamenti andrebbero ad incidere su un pezzo importante del sistema produttivo del territorio, ma anche dal punto di vista sociale.

Per questi motivi, la conferenza stampa di questa sera era molto attesa, anche in considerazione del fatto che era rivolta ai diversi soggetti politici e sindacali interessati.

E infatti la partecipazione è stata molto ampia: oltre al sindaco Francesco Roberti, erano presenti il senatore Costanzo Della Porta, il presidente del Cosib e sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo e tantissimi dipendenti affiancati dalle organizzazioni sindacali Filctem-Cigl, Ultec e Femca-Cisl.

Presenti nella sala consigliare del Comune anche i rappresentanti delle parti sociali, tra cui Carlo Scarati e Domenico Capuano, a testimonianza di quanto la problematica sia sentita.

Il sindaco Roberti ha confermato la volontà di agire al fine di evitare i licenziamenti: “La preoccupazione principale riguarda le famiglie che non riescono a dialogare con l’azienda. Inizialmente era stata prevista la cassa integrazione per sistemare gli impianti e per purificare l’area. In futuro verificheremo se tutto ciò è stato fatto perché invece di riaprire i cancelli si avvia una procedura di licenziamento. Mi renderò promotore presso il Ministero e con i parlamentari molisani – ha continuato Roberti – per aprire una vertenza non solo sulla Vibac di Termoli ma sull’intero gruppo Vibac”.

Sulle voci di una delocalizzazione in Serbia, Roberti ha precisato: “Non si possono chiedere aiuti allo Stato e poi delocalizzazione impianti e punti di produzione, soprattutto quello di Termoli”.

Durante la conferenza, Roberti ha provato anche a chiamare il proprietario dell’azienda, residente a Montecarlo, ma tutti i tentativi di contattarlo telefonicamente non hanno avuto esito positivo.

Tutti i sindacati presenti hanno messo sul tavolo i passaggi effettuati fino ad ora, ricapitolando tutto quanto avvenuto sino ad oggi, per poi chiedere un necessario e inevitabile appoggio politico, ritenuto fondamentale per rilanciare una trattativa volta ad evitare i liceziamenti in programma.

A tal proposito, sia Roberti che Della Porta hanno assicurato il loro sostegno.

Si tratta di una vicenda negativa – ha spiegato il senatore Della Porta – che va affrontata. Mi adopererò per esaudire la richiesta che mi è stata fatta di istituire un tavolo ministeriale e convocare a Roma i sindacati e le associazioni dei lavoratori. In questo modo si potràverificare insieme al Ministero competente la procedura necessaria per uscire da questa situazione”.

Il presidente del Cosib Di Pardo ha aperto ad un dialogo con i vertici aziendali: “C’è molta apprensione su questa procedura di licenziamento collettivo. Noi siamo vicini all’impresa, non nel senso che siamo distanti dai lavoratori, ma nel senso che siamo a disposizione per comprendere se ci sono margini per ripartire con la produzione. Già nel 2022 c’era stato un intero anno di cassa integrazione, ma non ci aspettavamo che si arrivasse a un epilogo del genere”.

Le istituzioni, i politici e i sindacati sono dunque compatti nel procedere verso un percorso a breve termine in grado di dare risposte a centinaia di famiglie, nell’auspicio che si riesca finalmente a trovare una soluzione ad una problematica che rischia di minare il tessuto produttivo e sociale dell’intero territorio del Basso Molise.

La Vibac rappresenta da anni un punto di riferimento nell’economia del territorio, un’azienda in grado di garantire un gran numero di posti di lavoro, ma l’impasse che si è venuto a creare rischia di incidere fortemente sulla vita di centinaia di persone. L’augurio è che la levata di scudi odierna a favore dei lavoratori possa condurre ad una risoluzione positiva della crisi.

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