Venafro al voto, intervista a Enzo Bianchi

Enzo Bianchi
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Boschi e giardini di Emanuele Grande

VENAFRO – L’attesa per la presentazione delle liste dei candidati sindaci e consiglieri al Comune di Venafro è terminata questa mattina, quando è stata confermata la competizione tra ben quattro liste che si contenderanno la vittoria nelle consultazioni in programma il 14 e 15 maggio.

Tra i candidati a sindaco anche una vecchia conoscenza della politica venafrana, in corsa con la lista “Oggi Venafro”, che ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sua candidatura.

“Non due, non tre, ma addirittura quattro liste in lizza. Questo significa che trovare i candidati è stato estremamente difficile?”.

“No,  questa è una grande espressione di democrazia di una città che vuole rinascere e che vuole continuare a dare tutta se stessa. Io l’ho sempre identificata come ‘Gemma del Molise’ ed è con un po’ di commozione che sono qui questa mattina perché tutta questa gente in questi anni non si era mai vista e vedere così tanti ragazzi  è veramente un momento di commozione e di orgoglio per la nostra città. Tutto ciò promette molto bene, per quanto ci riguarda non abbiamo bisogno di padroni ma vogliamo che questa città sia davvero la gemma del Molise. Ci sono tutti i presupposti  che indicano che in questa città ci sia ancora un po’ di linfa vitale”.

“Cosa l’ha spinta a ricandidarsi dopo così tanti anni?”

Io molte volte sono in continuo contrasto con gli anestesisti perché questa città è stata un po’ anestetizzata negli ultimi tempi, per cui facciamola risvegliare, ci sono tante cose belle da fare: Venafro ha bisogno di una riqualificazione, ci sono aree che vanno rigenerante e ci sono dei provvedimenti dello Stato in questo senso. Poi io spingo molto su un altro discorso, rivolto ai giovani e alla loro permanenza a Venafro,  i giovani devono restare qui, devono lavorare, costruire una famiglia e avere prospettive e futuro in questa bella cittadina.

“Le altre liste competitor dell’uscente Ricci hanno auspicato una discontinuità con l’attuale amministrazione. Lei è stato sindaco di Venafro nei primi anni duemila, si sente portatore di una discontinuità rispetto all’amministrazione Ricci?”

“Guardi, io non parlo di una discontinuità o di alternativa. Stamattina mi sono svegliato e dopo dodici anni ho trovato una città che non è cambiata per niente se non nelle erbacce per la strada e gli alberi che sono diventati di alto fusto. Quindi sono  contento dell’interesse di tutti questi ragazzi, di tutti questi personaggi che sono qui stamattina, una cosa che non si era mai vista prima. Allora non voglio essere l’alternativa, non sono un’alternativa al peggio, voglio essere uno che ha amato la sua città per oltre  quarant’anni di attività lavorativa, voglio che il nostro ospedale dimenticato da tutti e da tutto sia oggi momento di grande riflessione, perché se esistono una Asrem e un collegio dei sindaci, dove sono stati i sindaci in questi ultimi 12 anni?

Mi ricordo un bello sciopero della nostra città a difesa dell’ospedale, ma la difesa dell’ospedale va fatta a spada tratta, dobbiamo usare le nostre baionette per la difesa della nostra salute. Non è possibile ricordarsi dell’esistenza del 118 solo dopo 5 anni, il nostro SS Rosario deve essere potenziato negli ambulatori, come ente di comunità ma soprattutto vogliamo che sia attivo il pronto intervento”.

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