
ISERNIA – Il candidato alla presidenza della Regione Molise per il centro-sinistra, Roberto Gravina, incontrato sostenitori e stampa nella sede elettorale ubicata su Corso Garibaldi.
Gravina questa mattina, sabato 17 giugno, a Isernia, ha fatto il punto sulla campagna elettorale e ha parlare di sanità. Il candidato presidente del centro-sinistra è tornato anche sulla polemica riguardante la visita ieri in Molise del ministro della salute Orazio Schillaci, ribadendo come la presenza del ministro sia stata inopportuna e irrituale. Non sono mancate le frecciate al suo avversario diretto Francesco Roberti e al centro-destra che si ripresentata con le stesse persone che hanno governato la regione fino ad oggi.
“Il dramma che viviamo nella sanità molisana – ha affermato Roberto Gravina – ha delle cause ben precise, ma anche delle soluzioni. Soluzioni che non possono essere attuate dalle stesse persone che hanno causato questo disastro. La sanità in Molise può guarire con chi, insieme a voi, può scrivere un altra storia. Nel nostro programma abbiamo ribadito che se già si mantenessero gli impegni che il ministro Schillaci aveva assunto durante la Conferenza dei Servizi dei Sindaci a Roma già saremmo tutti contenti. Ovvero, il superamento non soltanto del commissariamento con un decreto Molise che tutti aspettiamo, ma anche un budget diverso e una nuova organizzazione per quanto riguarda il DM Balduzzi, quindi il DM 70. A questo noi – continua il candidato presidente del centro-sinistra – abbiamo però inserito nel programma degli aspetti importanti per superare l’emergenza sul personale. Si parla di oltre 13 miliardi di euro per l’edilizia sanitaria, ci sono state delle dichiarazioni di massima, ma poi non sappiamo effettivamente per il ‘Veneziale’ di Isernia quale sarà la sorte. Oggi l’urgenza è dare la possibilità che ci siano medici che possano operare all’interno delle strutture. La questione del 118 rientra è tra i fallimenti della politica regionale, un tema – conclude Gravina – sul quale bisogna fare chiarezza e ordine cercando di superare la parcellizzazione e creare un unico soggetto al quale affidare, preservando i posti di lavoro, la gestione dell’intero servizio sul territorio regionale”.
C.C.
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