DOPO IL VOTO – Operazione verità: i Molisani vogliono conoscere quanto “abbiamo in tasca”

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CAMPOBASSO – Il nuovo Consiglio regionale è ormai chiaro, il centrodestra avrà 13 seggi contro i 7 dell’opposizione, nonostante un seggio della maggioranza sia in bilico in quanto un seggio di “Noi moderati” potrebbe convergere nella minoranza su “Costruire democrazia” o al “Partito democratico”. Un eventuale modifica, comunque, non debilita l’assetto e la forza del centrodestra ma andrebbe solo a dare un valore quantitativo a chi se lo aggiudicherebbe.

Bene, allora diciamo che sciolto questo dubbio da parte della Corte di appello del Tribunale di Campobasso, si andrà alla convalida dei consiglieri eletti e insieme a loro all’avvio ufficiale delle attività del Governatore eletto Francesco Roberti. Quest’ultimo, infatti, attende la fine degli adempimenti burocratici post voto per avere a disposizione un’assemblea consiliare nella pienezza delle sue funzioni e quindi della sua operatività e una Giunta regionale la cui formazione probabilmente già è nella mente del neo presidente. Un esecutivo, probabilmente, che dovrà venire fuori e quindi ahimè fare i conti con il “manuale Cencelli” a cui Roberti non può sottrarsi visto il risultato e i voti che gli sono stati riversati dai singoli candidati. Il compito che attende il neo Governatore non è più dei più facili, la scelta, ahimè, è ristretta alle preferenze e ha forti radici nel passato, il metodo, a quanto sembra, non va nella discontinuità, come si è spesso ripetuto, ma sulle solite logiche di spartizione di poltrone sulla base dei numeri che sono usciti dalle urne. Il momento è più che difficile per un Molise che in ritardo su tutto e in profonda crisi finanziaria rischia grosso sul mantenimento del suo status autonomo regionale in un futuro che non è troppo lontano.

Allora si ricomincerà con il Consiglio regionale, dicevamo sopra, che dovrà essere convocato il 24 luglio alle porte delle ferie estive. Roberti arriverà a palazzo D’Aimmo comunque con una maggioranza abbastanza solida ed ampia, 5 o 6 consiglieri a suo sostegno per tutte le battaglie dell’aula, dove il primo gomitolo da sciogliere sarà il Bilancio non approvato dalla Giunta Toma. Un provvedimento non approvato, mai capitato in passato, arrivato nelle mani dell’alternanza politica venuta fuori il 26 giugno, da cui ripartire con una vera operazione verità. Il presidente Roberti deve far capire/dire ai Molisani cosa ci lascia la Giunta Toma, il reale disavanzo della Regione presente e passato e le possibilità da cui ripartire per lo sviluppo della regione.

E’ possibile con un  passivo di circa 500 o oltre milioni di euro pensare ad una programmazione di investimenti (con quali soldi?) che comprenda una pianificazione occupazionale mirata e integrata all’idea di sviluppo del Molise?

I giovani, poiché si mettono in mezzo sempre loro a cui affidare vane speranze, si aspettano una risposta su tanto, altrimenti facciamo chiacchiere, come abbiamo asserito in altra parte del giornale di  giorni addietro. Qualche anno fa ricordo che al Comune di Campobasso arrivò a fare il sindaco il compianto big Gino (Di Bartolomeo) e famosa è rimasta una sua frase schietta e senza paura dinanzi a finanze dissestate (Toma ne sa qualcosa) “Non abbiamo nemmeno i soldi per comprare un gelato”. Bene all’epoca il “Big” si rimboccò le maniche e in 5 anni rimise a posto i conti di palazzo San Giorgio evitando il commissariamento del Comune capoluogo. Se non siamo a quei  livelli, ma un po’ più avanti, siamo tutti contenti, ma se c’è  bisogno di analizzare tutta la contabilità e la disponibilità finanziaria regionale prima di andare alla composizione della Giunta e parlare di posti, sedie e strapuntini di posti di potere. Si assumano un paio di esperti professionisti per conoscere la tenuta economica della Regione, la disponibilità finanziaria e quanto onorare sul versante debitoria. Dire che vogliamo fare una spesa per un cenone da fine Anno, mentre abbiamo qualche moneta spicciola in tasca per fare si e no una spaghettata aglio e olio, significa buttare fumo negli occhi.

il direttore

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