REGIONE – Nuova giunta, è “derby” tra discontinuità e cambiamento

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CAMPOBASSO – Discontinuità no, cambiamento forse, per il momento è un derby tra questi due sostantivi che comunque dovrebbero rappresentare la sostanza della tredicesima legislatura già definita nel suo insieme con consiglieri e presidente eletti e proclamati ma da definire e nominare nei suoi organi istituzionali.

Il  neo presidente Roberti, con il passare dei giorni, evidentemente ha capito che è meglio parlare nelle sue interviste di cambiamento più che di discontinuità, comprendendo bene e comunque deciso a intraprendere una strada nuova rispetto al passato e consapevole che quanti hanno amministrato in un recente passato sono fuori, noi aggiungiamo potrebbero, dal suo esecutivo.

Il governatore del centro destra vuole persone con spinte e motivazioni nuove, “briose”, ha detto in un’intervista di qualche giorno fa, ma per il momento cerca di capire nei luoghi di confronto con i partiti e con i singoli eletti fino a che punto può inoltrarsi nell’applicazione dei rivoluzionari principi che caratterizzeranno la formulazione della sua squadra di governo regionale.

Roberti, lo sa bene, non può sbagliare di una virgola e dal punto di vista politico e amministrativo i suoi collaboratori dovranno lavorare sodo per tirare su la regione da una situazione finanziaria e strutturale ai limiti del precipizio e per tentare di fare tanto c’è bisogno di una maggioranza che operi in un clima sereno e amichevole.

Come negli anni ottanta quando assessori, presidenti e rappresentanti dei partiti di maggioranza che si vedevano al lunedì in noti ristoranti del capoluogo, chiusi in sale lontane dal pubblico fino a sera per discutere sul da farsi in giunta ed in consiglio.

Quanto è accaduto nella passata legislatura è impensabile e inconcepibile  che possa ripetersi, la bagarre e i litigi maturati causa anche la mancanza di una guida apicale costante e adeguata mai all’altezza della situazione, ha creato momenti di paralisi amministrative imbarazzanti, fermi e vuoti legislativi ingombranti e quel poco che si è fatto è caduto puntualmente nelle maglie dell’impugnazione del governo o della corte costituzionale.

Roberti da quanto dichiara ha ancora una quindicina di giorni e più per riflettere come e con chi accompagnarsi nel nuovo percorso a palazzo Vitale. Lui parla di cambiamento ma cambiamento è uguale alla discontinuità. L’esecutivo potrebbe essere ristretto a quattro unità, tutti nuovi eletti. La sua composizione verrà ufficializzata dopo l’elezione degli organi di presidenza del consiglio e quindi presidente, vice presidenti, segretario e presidenti di commissione il 24 luglio, quando verrà convocata l’assise consigliare. Da qui Roberti avrebbe un quadro con più di qualche casella riempita e da un punto di vista pratico potrebbe essere più facile determinare i futuri assessori della tredicesima legislatura.

Il Direttore

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