Scuola, la Uil non firma l’accordo: le ragioni

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CAMPOBASSO – La trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della scuola non soddisfa la Uil scuola che dopo il no alla firma dell’accordo rileva:

“La trattativa ha avuto un primo momento evolutivo con la chiusura dell’Accordo economico del 10
novembre del 2022 con cui tutte le sigle sindacali (sei) e ARAN hanno convenuto sulla distribuzione di
poco più di due miliardi di euro a tutto il personale delle quattro Sezioni che compongono il Comparto
Istruzione e Ricerca: Scuola, Università, Ricerca e AFAM. In questa fase sono state assegnate il 95% delle
risorse che, come si ricorderà, sono state erogate con la mensilità di dicembre.

Venerdì, si è conclusa l’intera trattativa con la definizione della parte normativa e con l’assegnazione:

  • della parte residua di quella iniziale (5%, pari a 85 mln di €);
  • l’UNA TANTUM (100 mln di €) stanziata dalla Legge di Bilancio 2023;
  • 220 mln di € de – finalizzati, inizialmente destinati alla “valorizzazione del personale docente”
  • 36.9 mln di € per Ordinamento ATA

In conclusione, il personale della scuola ha beneficiato di un aumento complessivo della retribuzione del
3.78%. Al momento della chiusura della trattativa, in sede di dichiarazione di voto, la Federazione Uil Scuola Rua si è così espressa:

“La Uil Scuola Rua, già in sede di apertura della trattativa, aveva esordito definendola una missione
impossibile: poche risorse e troppi obiettivi, peraltro, molto ambiziosi. E così è andata. Nessuno di quegli
otto obiettivi è stato raggiunto (riforma degli ordinamenti del personale ATA e di tutti i settori del
comparto, mobilità e formazione del personale, valorizzazione dei DSGA, lavoro a distanza, relazioni
sindacali, contrattazione di secondo livello e procedimenti disciplinari dei docenti), l’ultimo è stato rinviato nel tempo (a sequenza), provenendo già da un altro rinvio, quello del CCNL 2016/18.

In un contesto così delineato, non si sono, mai, create le condizioni perché la Federazione Uil Scuola Rua
potesse prendere in considerazione la possibilità di sottoscrivere il rinnovo del CCNL 2019/21. L’ipotesi
sottoscritta non solo non fa passi di modifiche migliorative delle condizioni di lavoro del personale della
scuola, secondo quanto tutti si aspettavano da oltre venti anni – vedi il caso del personale ATA -, ma in
molti casi le peggiora poiché si traduce in un indebolimento della scuola dell’autonomia e della Comunità
educante. E’ mancato il coraggio di fare scelte importanti e decisive per il futuro dei lavoratori della scuola statale del paese. Ci si è solo preoccupati di rimanere nel solco del percorso tracciato dalla legge, lasciando al contratto uno spazio del tutto marginale.

Per la Uil Scuola Rua risulta ormai chiara la linea politica che guida questo contratto: dare di più a pochi.
Le neo nate figure del tutor e dell’orientatore ne rappresentano la migliore esplicitazione, altro che
stipendi europei. Situazione del tutto analoga quella riservata al personale ATA, Il nuovo ordinamento
toglie specificità, lo omologa a quello delle altre pubbliche amministrazioni, lo sottopone al potere
gerarchico dell’amministrazione eliminando i diritti. Il tutto a costo zero, assaltando in maniera definitiva quello che rimaneva del fondo dell’offerta formativa da cui si pagano tutti gli oneri contrattuali non finanziati dalla legge. Per ultimo, con una mancetta (indennità di disagio, sempre presa dal fondo), si autorizzano i dirigenti scolastici a far turnare gli assistenti tecnici del primo ciclo su tutte le scuole della rete (dieci e più). La digitalizzazione della scuola prosegue con lo sfruttamento dei malcapitati lavoratori.

E tutto questo con soli venti euro lordi di aumento mensili, il resto lo avevano già dato a dicembre.
Abbiamo lavorato fino all’ultimo momento, in tutti i modi, per introdurre modifiche nelle parti che
riteniamo lesive dei diritti del personale. Tra i punti più controversi: il nodo politico sulla mobilità, la
mancata valorizzazione del personale Ata, la precarizzazione del lavoro delle segreterie, l’assenza di
riferimenti alle scuole italiane all’estero e la parte dedicata alle relazioni sindacali, che non convince.
I Contratti nazionali di lavoro si sottoscrivono perché sono migliorativi rispetto al testo precedente e non
è questo il caso!

È stata una decisione difficile, ma rimaniamo coerenti con la nostra posizione già evidenziata in
precedenza (ricordo la non sottoscrizione del contratto della mobilità – tra l’altro non sottoscritto neanche da altre sigle che, invece, oggi firmano l’attuale ipotesi nonostante il tema della mobilità rimane non risolto! -) e con quanto recepito dai lavoratori nelle assemblee.

Fare sindacato, significa fare delle scelte e significa farle con responsabilità e coerenza. Da sempre,
affermiamo la necessità che la scuola torni al centro dell’agenda dei governi.

E noi partiamo proprio dal contratto che è un punto di riferimento certo per influire sulle decisioni a tutela di tutta la comunità educante.

Coerenza, determinazione sono e saranno alla base della linea di azione sindacale della Uil Scuola.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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