Consiglieri surrogati, la Cassazione accoglie il ricorso di Paolo Matteo:” E’ stata una lunga ed estenuante battaglia”

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CAMPOBASSO – La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con ordinanza pubblicata ieri, giovedì 20 luglio, ha accolto il ricorso dell’ex consigliere regionale Paola Matteo.

“La Corte Suprema di Cassazione, ribaltando i verdetti dei primi due gradi di giudizio, ha accertato il mio diritto a ricoprire la carica di consigliere regionale durante la XII legislatura”.

La Matteo, prima dei non eletti nella lista Orgoglio Molise nel 2018, nella scorsa legislatura era entrata in Consiglio regionale per effetto della surroga, prendendo il posto di Vincenzo Cotugno, nominato assessore regionale.

“Seppur nulla e nessuno mi potrà restituire il tempo perso e il danno subito – afferama Paola Matteo – , sono comunque soddisfatta di aver combattuto una lunga ed estenuante battaglia volta all’affermazione di un principio sacrosanto: le regole del gioco non si cambiano a gara in corso.

Dovevo combattere per i miei figli, i miei alunni e, soprattutto, per i cittadini, che avevano visto leso il loro diritto di essere rappresentati da chi avevano scelto in cabina elettorale. Non si cambiano le regole del gioco durante una partita – evidenzia l’ex consogliera regionale – : è illegittimo. Ed è stato accertato.

Su questo almeno dovremmo tutti convenire. Vi fidereste, infatti, di un arbitro che, a partita in corso, decidesse di cambiare le regole del gioco? In una regione seria, questo non dovrebbe certo accadere. Per tale motivo, insieme ai colleghi Tedeschi, Scarabeo e Di Sandro, sempre al mio fianco, e ai miei avvocati Zezza, Ruta e Romano, che ringrazio per la loro professionalità, non ci siamo mai arresi. È stata una battaglia di principio.

Da mamma e da insegnante, avevo il dovere di dare il mio contributo e, soprattutto, di dare un esempio educativo corretto e di combattere per i valori in cui credo. I giovani – conclude Paola Matteo – non hanno bisogno di sermoni ma di esempi di onestà e piccoli grandi gesti di coraggio, perché come diceva Ernest Hemingway “il mondo è un bel posto e vale la pena combattere per esso””.

C.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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