‘Il Bullismo non va in vacanza’: l’ultima tappa del tour a Venafro nella piazzetta Sant’Antuono

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VENAFRO – Le associazioni ‘Stop bullismo Odv’ e ‘Genitori Arcobaleno Odv’, in collaborazione con ‘Città Nuova’, approdano a Venafro e presentano il progetto: ‘Il bullismo non va in vacanza’

L’ultima tappa del progetto promosso dalle associazioni ‘Stop bullismo Odv’ e ‘Genitori Arcobaleno Odv’ approda a Venafro e come di consueto offrirà, attraverso la collaborazione di tanti esperti e professionisti del settore, strumenti e idee per poter affrontare i fenomeni sempre più dilaganti del bullismo e del cyber bullismo.

L’iniziativa, lodevole sotto diversi aspetti, aveva preso il largo a metà luglio quando fu presentato il calendario degli appuntamenti che hanno poi interessato le piazze di numerosi comuni molisani. Un viaggio intrapreso per diffondere la conoscenza su una questione che tende a farsi sempre più estesa, promuovendo idee che ne garantiscano la prevenzione e offrendo un aiuto concreto a coloro che il problema hanno dovuto affrontarlo da vicino, perché vittime indifese di azioni dannose.

‘Amnesty International’ considera il bullismo una vera e propria violazione dei diritti umani perché va a ledere la dignità di colui che lo subisce, e ne sostiene l’aspetto avverso ai princìpi fondamentali quali l’inclusione, la partecipazione e la non discriminazione.

La possibilità di godere dei propri diritti senza discriminazioni è quindi uno dei princìpi fondamentali alla base del diritto internazionale. In Italia la Legge 19 maggio 2017 è stata emanata per contrastare i fenomeni suddetti prevedendo sanzioni severe per i responsabili dei comportamenti dannosi ed è diretta a promuovere un ambiente sicuro e rispettoso. È di quest’anno la nuova proposta di legge che prevede l’introduzione di un nuovo articolo (il 612-bis) nel codice penale che definisce e punisce i reati di bullismo e cyber bullismo; ed è di qualche giorno fa l’approvazione del ‘Decreto Caivano’, il decreto legge che introduce ‘misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile’. Problematiche che rientrano in qualche modo nello stesso identico labirinto, quello delle difficoltà adolescenziali, della devianza giovanile dove con l’aggettivo ‘giovanile’ si vuole intendere quel periodo dell’adolescenza in cui i ragazzi sono alla ricerca della propria identità in una posizione che resiste in bilico tra ciò che è la regola e ciò che non lo è. Per le questioni legate al diffondersi delle baby gang il cosiddetto ‘Decreto Caivano’ prevede il DASPO (divieto di accesso a particolari aree della città) e altre misure cautelari applicabili anche ai minori di diciotto anni, eppure il solo inasprimento delle pene sui minori previsto dal decreto potrebbe non essere in grado di arginare completamente il fenomeno, in quanto l’elemento essenziale per la risoluzione di criticità così complesse si rintraccerebbe piuttosto nella necessità di lavorare e al meglio sull’istruzione, sulla educazione e rieducazione, ma perché questo avvenga è necessario investire ingenti somme di denaro in modo tale da poter ergere una vera e propria fortezza contro la criminalità, coinvolgendo ambiti diversi, dallo sport, alla scuola e al doposcuola.

Bullismo e baby gang sono facce della stessa medaglia dunque, perché sono la risultante di un insieme di azioni persistenti che mirano deliberatamente a fare del male e a danneggiare la vittima.

Si è detto che attraverso la famiglia, la scuola e l’ambiente dello sport si può intervenire per contrastare il problema ma se a questi canali di azione si aggiungono altre modalità in grado di affrontare la pericolosità di certi comportamenti riprovevoli e violenti allora si dà spazio ad una ricercata ancora di salvezza, quella che consente di mitigare la sensazione di solitudine che tanti ragazzini avvertono quando si trovano a dover far fronte alle prepotenze di coetanei perpetrate ai loro danni.

Tra le modalità dirette a fornire gli strumenti adatti a combattere e prevenire i comportamenti deprecabili ascritti ai reati di bullismo e cyber bullismo, vi è quello promosso dalle associazioni ‘Genitori Arcobaleno Odv’ e ‘Stop bullismo Odv’ che in collaborazione con l’associazione ‘Città Nuova’ e con il patrocinio del Comune di Venafro presentano l’incontro che si terrà venerdì 15 settembre alle 18:30 nella suggestiva Piazzetta Sant’Antuono. Nel comunicato gli organizzatori dichiarano che “questo percorso è l’esempio di un positivo rapporto tra associazioni che cooperano con le amministrazioni nel perseguimento dell’interesse generale, un rapporto costruito grazie ad una strategia di ascolto, disponibilità e co-progettazione. L’evento finale vedrà la partecipazione della Dottoressa Angela Di Burra (Psicologa dell’età evolutiva e Presidente della Commissione della Parità e Pari Opportunità Regione Molise), del Dottor Daniele Acquasana (Assistente Sociale presso l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Pescara – Ministero della Giustizia), del Dottor Claudio Di Ruzza (Procuratore del Tribunale Minorile di Campobasso), del Dottor Gildo Palombo (Consulente Legale, Giornalista e Consigliere Direttivo ‘Stop Bullismo Odv’) e del Dottor Paolo Scarabeo (Direttore di Quintapagina.eu e Presidente dell’Associazione ‘Don Milani’). Di fronte al disagio che attualmente si evidenzia nel tessuto sociale mediante tristi episodi di bullismo e cyber bullismo l’incontro sarà un momento di riflessione in cui si parlerà di risorse educative, bulli e vittime, purtroppo un fenomeno in forte crescita”.

Il progetto delle associazioni ‘Stop Bullismo Odv’ e ‘Genitori Arcobaleno Odv’ risulta essere un valido strumento atto a proporre una chiave di lettura che muove da certe dinamiche e certi comportamenti adolescenziali per suggerire interventi utili che propongano ad esempio come schema di partenza l’insegnamento di quel sentimento poco diffuso che è l’empatia, un sentimento inconsueto del quale bisogna valersi senza schermi di protezione.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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